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Il paesaggio archeologico e il paesaggio reale: dentro e fuori Pompei

Se volete vedere questa piccola e preziosa mostra dimenticatevi del cappellaccio e della frusta di Indiana Jones perché qui incontrerete gli archeologi veri, intenti al lavoro duro e meticoloso dello scavo, dell’analisi e della documentazione dei materiali. La mostra “Pompei Intra Extra” visibile fino al 25 marzo a Casa Saraceni in via Farini, è un racconto per immagini del lavoro che l’Università di Bologna  assieme alla Fondazione Cassa di Risparmio e alla Soprintendenza di Pompei, realizza sul sito archeologico forse più famoso del mondo.

Un progetto cominciato nel 2015 con raccolta dati sul campo e quindi la loro disamina nei laboratori dell’Alma Mater. La mostra  sceglie un punto di vista particolare: per un momento si abbandona la centralità dei materiali archeologici per prediligere il lavoro stesso degli studiosi che le foto colgono mentre scavano, rilevano stratigrafie, immersi nel paesaggio delle rovine oltre le quali s’intravvede la Pompei moderna, fatta di palinsesti edilizi,  a tratti fatiscenti, improbabili e finanche visionari come il  “Motel Villa dei Misteri” che sembra riecheggiare una Las Vegas in salsa campana. Il titolo denuncia nella sua chiarezza, l’intenzione di occuparsi di un “intra” che è il luogo dell’antica città e di un “extra” dove si trova la città attuale. Due realtà che vivono nello stesso territorio unito dal profilo del Vesuvio. Per raccontare tutto ciò per immagini ci voleva un fotografo in grado di cogliere le mille sfumature di un territorio paesistico complesso e che inoltre possedesse competenza nel campo della fotografia di Beni Culturali. La scelta di Pierluigi Gori si è rilevata perfetta; il fotografo e filmaker genovese ha realizzato immagini preziose dove il lavoro degli specialisti si svolge  come una scena sulle tavole di un palcoscenico e la città moderna appare nella crudità di una bellezza che nemmeno l’abuso edilizio più efferato riesce ad annullare. Dalla Pompei fissata dall’eruzione vulcanica nella quotidianità di quel giorno del 79 d.C., l’occhio di Gori trapassa la recinzione del sito archeologico e ci porta a conoscere la città attuale e la sua anarchia, che vede le grandi chiese barocche accanto alle insegne al neon degli ipermercati o le rovine di un’abside romanica diventata parcheggio.

Se la prima sezione della mostra è dedicata alla Pompei romana, la seconda alla città moderna, la terza è un omaggio ai tanti giovani archeologi che hanno collaborato e collaborano al lavoro presso il sito vesuviano. Sono ritratti di ragazze  e ragazzi in abiti da fatica che hanno sospeso il lavoro di scavo per entrare nello studio di Gori, sorridenti o compunti davanti alla gigantografia del sito archeologico. Le loro belle facce di archeologi appassionati sono un omaggio alla loro passione e dedizione al progetto. Pompei, forse, è entrata anche dentro di loro come luogo dell’anima.

Casa Saraceni – via Farini 15, Bologna

Lunedì: Chiuso

Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì: 15.30 – 18.30

Sabato, Domenica: 10.30 – 18.30

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