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Il percorso delle sorprese: Prunarolo, Rodiano, Bortolani, Tolè, Roffeno

L’Appennino ti sorprende sempre. Anche quando lasci i percorsi più rinomati per avventurarti nelle sconosciute valli secondarie dove la natura spadroneggia, la viabilità è tortuosa ed ogni curva precede l’imprevedibile: un baratro, una sommità, un’altra curva, una casa torre, un piccolo borgo dove non te lo aspetti. 

Insomma il piacere della scoperta. Provare per credere. Prendete, ad esempio, la strada che da Tabina, località sulla SS64, porta a Prunarolo, Rodiano, Ca’ Bortolani, Roffeno, antichi e sperduti borghi dei comuni di Vergato, Valsamoggia, Castel D’Aiano. 

Dopo qualche centinaia di pedalate vi troverete improvvisamente in un mondo a parte. Niente traffico, niente rumore, nessun artificio, solo natura. Macinati i primi chilometri si incontra una biforcazione della strada. Il mio suggerimento è di prendere quella di sinistra: stretta, tortuosa, a pochi metri dalle sponde del torrente ma di straordinario impatto paesaggistico ed emotivo. Attraversato questo canyon appenninico ecco emergere il borgo di Prunarolo, già sede di un antico Castello fortificato, con la affascinante Casa Torre del 1300 e l’ex Chiesa dei Santi Lorenzo e Maria, nata dalla fusione di due precedenti edifici sacri, coevi del Castello. 

Dopo una serie di sali-scendi si raggiunge Rodiano. La valle si è intanto aperta e il paesaggio si è  fatto più agricolo. Prima della impegnativa salita per Ca’ Bortolani si attraversa Madonna di Rodiano, località cresciuta attorno alla omonima chiesa costruita nel 1644 dalla famiglia Lanzarini per celebrare un’antica immagine sacra affrescata su di un preesistente pilastrino devozionale.

Ca’Bortolani, piccola frazione del comune di Valsamoggia, sul crinale che separa la valle del Reno da quella del Lavino, è un tradizionale punto di sosta e ristoro per ciclisti, bikers, camminatori ed escursionisti. Lo sottolinea una bella installazione artistica dedicata al cibo sul sedime della rotatoria di raccordo delle tre  strade convergenti. L’opera è del compianto Gino Pellegrini, artista e scenografo di fama internazionale. 

Si prosegue per Tolè, apprezzata località turistica, famosa per le patate e la qualità dell’acqua delle fonti che alimentano ben 13 fontane. Dopo Tole’ si entra nel territorio del “Roffeno”, toponimo  di possedimenti di probabile origine romana, suddiviso su  due realtà amministrative, Vergato e Castel D’Aiano, e tre insediamenti storici. Il primo è Santa Lucia, sede di una antica Abbazia realizzata dai monaci benedettini per fornire ospizio ed assistenza ai viandanti che percorrevano la strada “nonantolana” di collegamento fra l’Emilia e la Toscana.

La seconda è Rocca di Roffeno, oggi amena località residenziale. Infine Pieve di Roffeno, suggestivo borgo con al centro una bellissima e ben conservata chiesa in stile romanico del XII secolo.

A questo punto si può tornare sul fondovalle scegliendo tra due possibilita: la strada per Cereglio-Marano o, in alternativa, Castel D’Aiano-Pietracolora. Alla prossima. 

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