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1. Uno degli indicatori che permette di cogliere meglio le dimensioni della crisi sociale ed economica che ha investito il nostro Paese a partire dal 2008 è la quota di giovani in età da 15 a 29 anni che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione professionale (i cosiddetti NEET). In Italia nel 2018 si trovava in questa condizione il 23,4% dei giovani fra i 15 e i 29 anni, mentre nell’Unione Europea il valore medio di questo indicatore era il 12,9%. Il divario negativo con i maggiori Paesi europei è molto ampio e rappresenta un fattore di grande preoccupazione, anche per le conseguenze di medio e lungo periodo sul percorso di vita delle giovani generazioni. In Emilia-Romagna nel 2018 la quota dei giovani in questa condizione era pari al 15,4%. La tendenza degli ultimi anni è positiva, con una sensibile riduzione rispetto al valore massimo del 20,6% raggiunto da questo indicatore nella nostra regione nel 2014. La situazione del nostro territorio è quindi nettamente più favorevole rispetto a quella dell’Italia. E’ però necessario consolidare e accentuare i miglioramenti registrati negli ultimi cinque anni per raggiungere una dimensione del fenomeno nella media europea.
Fonte dei dati: Eurostat/Istat

2. Nella società della conoscenza un indicatore di grande importanza è la quota di giovani in età da 18 a 24 anni che abbandonano prematuramente i percorsi educativi e formativi. Rispetto a questa variabile l’obiettivo europeo era raggiungere il 10% nel 2020, nella consapevolezza degli impatti negativi che queste scelte di uscita precoce provocano sui percorsi di vita di chi abbandona gli studi. I giovani con basso livello di istruzione corrono infatti un rischio più elevato di povertà o esclusione sociale e incontrano maggiori difficoltà nell’inserimento nel mercato del lavoro. Nell’Unione Europea l’obiettivo è stato sostanzialmente raggiunto: nel 2018 la quota di giovani che avevano abbandonato gli studi era del 10,6%. La situazione dell’Italia è più critica, con una percentuale di persone in età da 18 a 24 anni uscite precocemente dai percorsi educativi e di formazione pari nel 2018 al 14,5%. La nostra regione presenta per questo fenomeno una situazione molto vicina alla media europea e quindi decisamente migliore del resto del Paese. Nel 2018 la quota degli abbandoni precoci in Emilia-Romagna era pari a 11% e la tendenza era positiva (con una forte riduzione rispetto al valore del 20,3% nel 2004). E’ quindi molto probabile che nel 2020 nel nostro territorio si conseguirà l’obiettivo europeo del 10%.
Fonte dei dati: Eurostat/Istat

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