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Italicus 4 agosto 1974

Strage Italicus: Era da poco passata l’una di notte, quando nella carrozza 5 del treno espresso Roma-Monaco di Baviera, “Italicus”, esplose un ordigno ad alto potenziale.
Il convoglio passava in quel momento presso San Benedetto Val di Sambro, nel Bolognese, e la deflagrazione fu micidiale: il bilancio finale fu di 22 vittime e 48 feriti.
Non vi furono condanne per questa strage, anche se l’attentato venne rivendicato dall’organizzazione neofascista di Ordine Nero, con l’appoggio della loggia massonica P2. Fu un altro triste capitolo nella trama oscura della cosiddetta strategia della tensione, imperversante in quegli anni.
“Tanto doverosamente premesso ed anticipando le conclusioni dell’analisi che ci si appresta a svolgere, si può affermare che gli accertamenti compiuti dai giudici bolognesi, così come sono stati base per una sentenza assolutoria per non sufficientemente provate responsabilità personali degli imputati, costituiscono altresì base quanto mai solida, quando vengano integrati con ulteriori elementi in possesso della Commissione, per affermare: che la strage dell’Italicus è ascrivibile ad una organizzazione terroristica di ispirazione neofascista o neonazista operante in Toscana; che la Loggia P2 svolse opera di istigazione agli attentati e di finanziamento nei confronti dei gruppi della destra extraparlamentare toscana; che la Loggia P2 è quindi gravemente coinvolta nella strage dell’Italicus e può ritenersene anzi addirittura responsabile in termini non giudiziari ma storico-politici, quale essenziale retroterra economico, organizzativo e morale”

(Relazione di maggioranza della Commissione Parlamentare sulla Loggia P2)

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