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La forma è la sostanza

Al di là del dibattito sull’efficacia, sull’opportunità e sulle reali possibilità, di una misura come il Reddito di Cittadinanza, di riuscire a risolvere il problema della povertà e delle crescenti disuguaglianze del nostro Paese  – sul quale rimando all’analisi pubblicata da SVIMEZ lo scorso novembre: https://www.svimez.info/images/note_ricerca/2018_11_15_nota_reddito_cittadinanza.pdf – la cosa che più mi ha lasciato perplesso e disarmato è stata la presentazione stile convention della prima “Card della storia della Repubblica italiana”.

Un sempre sorridente ed entusiasta Luigi Di Maio, insieme al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha presentato ieri (4 febbraio) quella che dovrebbe essere la principale misura contro la povertà e l’esclusione sociale nel nostro Paese, esattamente come si presenterebbe un nuovo modello di smartphone o una nuova auto all’interno di un evento commerciale. L’”oggetto del desiderio” era coperto da un velo e protetto da una teca di vetro e una volta svelato i due eroi, insieme a tutto lo “stato maggiore” dei 5 Stelle hanno posato davanti a orde di fotografi e giornalisti: roba da far invidia a Cristiano Ronaldo e Leo Messi alla cerimonia di consegna del Pallone d’Oro.  

Il concentrarsi sulla “Forma” (la presentazione della prima card) potrà sembrare naif (e probabilmente lo è) ma personalmente credo sia uno di quei casi in cui la forma sia (e tradisca) la sostanza.

Presentare una misura politica – per quanto importante questa possa essere – come un “prodotto commerciale”, oltre ad essere un’ulteriore evoluzione di quella “politica-teatro” in cui tutto viene presentato in termini superlativi ed auto-celebrativi è anche quanto di più lontano ci possa essere da quella “politica vicina ai cittadini e alla gente” di cui i 5Stelle si sono auto-proclamati portatori. Cosa c’è di più “elitario” che il trattare i cittadini come dei “consumatori”? Quanto è lontana quella convention e quella platea dalla condizione materiale dei cittadini che – si spera – usufruiranno del reddito di cittadinanza?

Una“nuova” (aggettivo talmente abusato da sembrare ormai vuoto di senso) classe politica di sinistra, oltre al riportare al centro del dibattito e dell’agenda politica i valori ed i principi che la contraddistinguono (uguaglianza, giustizia sociale, tutela dell’ambiente, lotta alla criminalità organizzata etc.) dovrà farsi carico di riaffermare anche uno “stile umile, serio e semplice” nel portare avanti le proprie battaglie e nel fare il proprio lavoro. L’auto-esaltazione, l’ansia da comunicato stampa e da diretta social non possono costituire un modello a cui tendere o un campo in cui competere.

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