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La Geoposta del cuore: storia di R. ed U.

In un episodio di una delle ultime stagioni di Sex and the City una non troppo giovane, ma decisamente disperata, Carrie Bradsha si interroga sul perché alcune relazioni sentimentali dall’esterno sembrino così incredibilmente straordinarie e altre, al contrario, un totale fallimento. La
risposta le viene presto data da un’elegante donna d’affari francese che, con una semplicità quasi tagliente, commenta che tutte le relazioni, se viste da fuori, sembrano sempre meglio o peggio di quanto sono in realtà. Finché non sei dentro ad una situazione, non puoi sapere come stanno davvero le cose. Nessuno segue davvero questa regola e ci ostiniamo a cercare di entrare, come ladri alle prime armi, nelle relazioni di chi ci circonda per cercare di capire se c’è il trucco e c’è l’inganno, per prendere spunto, o forse solo per giudicare. Se è vero che chi è senza peccato scagli la prima pietra, io rimango seduta a braccia conserte e oggi vi racconto una storia d’amore, così come l’ho capita io, frugandola dall’esterno. R. e U. si conoscono da moltissimi anni e nonostante la differenza d’età, le loro vite si sono sempre
svolte attorno allo stesso intreccio. R. due occhi blu, un carattere quasi glaciale, spesso e volentieri impassibile, ma più bisognosa d’affetto di quanto vorrebbe mai ammettere e U., gli occhi chiari e i capelli scuri, eclettico, un insieme di contrasti e di anime diverse tutte racchiuse nella stessa persona, alle volte timido, ma poi improvvisamente prepotente. I due ragazzi sono vicini di casa da sempre, ma iniziano davvero a conoscersi solo in condizioni avverse, una grande faida tra amici che finisce per vederli protagonisti, scambiarsi metaforiche occhiatacce e simbolici insulti. Chi disprezza compra penserete, ma questo non è ancora il momento nella storia dei nostri amici. La accese tensioni che li hanno coinvolti, portano ad una divisione interna al loro gruppo di conoscenze, quasi come ci fosse un muro a dividerli R. ed U. si ritrovano ad uscire con compagnie diverse, lei sempre in mezzo a feste dove incontri i soliti fedelissimi e dove si beve vodka a colazione, lui seduto nel solito pub, con gli amici Erasmus, a fare una degustazione delle diverse birre europee e una malinconia seconda solo allo spleen di Parigi. Passeranno alcuni anni prima che i due decidano di ignorare le istruzioni degli amici e ricominciare a parlarsi, nel mentre continuano ad osservarsi, la città non è tanto grande, abitano pur sempre vicini, stesso grande supermercato, stesse voci che girano. Tra queste voci quella che R. sta iniziando a frequentare nuove persone, colleghi conosciuti alla facoltà di mercati e culture dell’Est Europa. U. la segue da lontano, cerca di non perdere le sue tracce, vuole sapere senza che lei sappia, farle capire che è interessato, ma non in quale misura. Qui comincia la loro relazione, i primi lenti avvicinamenti, osservarsi, studiare quello che fino a poco tempo prima credevi essere il tuo nemico e che, oggi, guardi con altri occhi. R. si inventa sempre più scuse con gli amici dell’università per saltare i loro incontri e passare casualmente ad uno dei tanti eventi benefici a cui partecipa U. Così che iniziano ad avvicinarsi davvero, raccontandosi le loro realtà e cercando di diventare sempre più l’uno parte della realtà dell’altra. Nasce così una relazione che dall’esterno sa di distorta e complicata, due persone che vorrebbero fare quello che fanno tutte le altre coppie, condividere passioni ed obiettivi, magari un cinema, ma nel loro caso sembra tutto dannatamente complicato. Gli amici poi non aiutano e anzi, aggiungono il carico da novanta alle tensioni interne alla coppia, prima li sostengono, poi cambiano idea e richiamano alle barricate, per poi scoprire che forse hanno scelto la trincea sbagliata e che vorrebbero stare dall’altra parte. Questo è un po’ quello che succede alle amiche di R. che, forse perché segretamente attratte da U. o perché semplicemente stanche della routine, iniziano a lasciare la loro amica in disparte, abbandonano la chat di gruppo ed iniziano a frequentare sempre di più U. ed i suoi amici, provocando la gelosia dell’amica. É in questo contesto che scopriremo che R. è tanto bella quanto permalosa e che di tutte le cose che si è legata alle dita ne ha fatto degli anelli, forse consapevole che, nonostante gli anni insieme e le battaglie condivise, U. non le chiederà mai di fare il grande passo e nel loro caso, perfino andare insieme alla riunione di condominio rappresenterebbe un casus belli. La gelosia e le paranoie di R. finiscono presto con il prendere il sopravvento, U. dal suo canto non la ascolta più, circondato dai suoi nuovi amici e perso nei suoi progetti, sente che quella è la sua strada, che per un passo a due non puoi perdere un’intera coreografia. Ci proveranno tanto, continueranno sempre a farlo, alternandosi nel tendersi una mano, lanciandosi poi i piatti perché come al solito non riescono a non farsi male. Dicono che amare significhi dare a qualcuno il potere di distruggerti e confidare nel fatto che non lo faccia, che sia questo da sempre il problema tra R. ed U., sapere che potrebbero volersi distruggere?
Cari Guardamondo, non troverete nessun “e vissero felici e contenti” tra queste righe, ma ora immaginatevi che R. ed U. siano rispettivamente Russia ed Unione Europea e rileggete la storia da capo. Amore e geopolitica condividono più di quanto si possa immaginare, ma in entrambi i casi il modo per sopravvivere è rinunciare al potere. Guardamondo passa e chiude, si prende una pausa natalizia e vi rivedrà nel nuovo anno. Nel frattempo cari amici, buon natale e un felice 2019 pieno di leggerezza e vuoto di potere.

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