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La memoria intransigente

27 gennaio Giornata della Memoria

Non mandate i figli in gita ai campi di sterminio. Li si va in pellegrinaggio. Sono posti da visitare con gli occhi bassi, meglio in inverno con vestiti leggeri, senza mangiare il giorno prima, avendo fame per qualche ora.”

Liliana Segre

Lunedì prossimo, il 27 gennaio, sarà il Giorno della Memoria.

Ci si ferma per riflettere, approfondire e commuoversi di fronte a ciò che è stato. La ferocia dell’uomo contro l’uomo, la volontà annientatrice dei forti contro deboli e oppressi, contro coloro i quali venivano considerati “diversi”.C’é bisogno di memoria. C’è bisogno di fermezza nella memoria.Una memoria intransigente, che ricorda che le violenze di allora possono ripetersi, che anche oggi, nelle società moderne, il morbo antisemita, il razzismo, la logica della sopraffazione del più debole, è ancora presente.Si inneggia ancora al Duce, si sostiene che vi era un “fascismo buono” che bonificava paludi, produceva progresso, erigeva città, tutelava la famiglia.Si dimentica di ricordare però come la dittatura fascista schiacciava e uccideva chi la pensava diversamente, promulgava leggi razziali, si alleava con i Nazisti condannando migliaia e migliaia di ebrei, rom, politici scomodi, omossessuali ai campi di sterminio.

C’è bisogno di una memoria quotidiana che ci porti nel futuro. Una memoria che vada al di là delle singole ricorrenze. Non un esercizio di retorica, ma un impegno quotidiano che possa fornire alle giovani generazioni, agli studenti, elementi di riflessione e studio, sugli anni più bui dell’umanità.Così come c’é bisogno di memoria per quegli adulti, ormai distratti e talvolta assuefatti ai fatti di cronaca, per derubricare a bravate fatti criminosi di stampo razzista e squadrista, o considerare “dati di fatto” le notizie di uomini donne e bambini che in qualunque modo attraversano mari per mettersi in salvo da regimi totalitari, violenze, guerre e dalla fame.

Ecco quindi che il dovere della memoria, non si limita ad una unica giornata, seppur importantissima, ma diventa un impegno costante di ognuno di noi. Ricordare perché non accada più, ricordare per recidere definitivamente quel filo spinato.

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