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La memoria tutto l’anno è il vaccino più forte contro il razzismo

Nell’anno in cui ricorre l’80esimo anniversario dalla promulgazione delle leggi razziali, è una bella e significativa notizia la nomina del Presidente Mattarella di Liliana Segre Senatrice a vita. E’una dei 25 bambini sopravvissuti all’Olocausto, in totale erano 776 gli italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati nel campo di concentramento di Auschwitz.

Già dall’età di 8 anni è vittima delle leggi razziali del fascismo, quando è costretta ad abbandonare la scuola elementare, iniziando così la terribile esperienza della persecuzione. Il 30 gennaio 1944 all’età di 13 anni viene deportata ad Auschwitz; diventa il numero 75190, come da “marchiatura” sull’avambraccio.

Una volta liberata per molti anni non volle mai parlare della sua esperienza, poi nel 1990 si rese disponibile a partecipare ad alcuni incontri con gli studenti di Milano. Da allora sono diventati migliaia gli studenti che ha incontrato, a cui ha raccontato l’esperienza, terribile, di una bambina ebrea negli anni 40.

In questo periodo storico dove sempre più assistiamo a forme e manifestazioni di razzismo, odio, intolleranza, rigurgiti neofascisti, c’è bisogno di coltivare la memoria, di farlo seriamente, altrimenti di ciò che la storia ha catalogato come errori e atrocità, si espone la società a pericolosi ritorni

Tutti noi abbiamo l’obbligo morale, etico, di non dimenticare.

Dobbiamo essere tutti orgogliosi di questa scelta.

(Il titolo è una citazione di Luca Bravi)

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