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LA NOSTRA PRIMA VOLTA

Ricordo perfettamente la prima volta che ci siamo incontrati.

Correva l’anno 2001, io ero solo un bambino, allegro e curioso come la maggior parte dei suoi coetanei. Tu, invece, avevi quel fascino proprio dei “grandi”, di quelle persone che a me, piccolo piccolo, sembravano dei vecchi giganti. Percepivo distintamente una forma di attrazione quasi morbosa nei tuoi confronti, sensazione che aumentava sempre di più con il passare del tempo. Nel mio intimo, sapevo già che non avrei più potuto fare a meno di te.

Eri bellissima nel tuo elegante abito rossoblù. D’altronde, cosa c’è di più bello dei colori del fuoco e dell’acqua, uniti a formare quel meraviglioso insieme cromatico?

Capii subito che mi sarei innamorato di te. Non facevo neanche caso alla compagine di ricconi milanesi avvolti nei loro costosi completi rossoneri. Semplicemente, non reggevano il confronto. Ma guardali, mentre si pavoneggiano sprezzanti della tua classe, intenti ad ostentare i propri portafogli sempre un po’ più grandi, sempre un po’ più pesanti, sempre un po’ più capienti di quelli di chiunque altro!

Sì, decisamente non c’era paragone.

Non dimenticherò mai la sensazione di farfalle nello stomaco, nitida dentro di me fin dai primissimi istanti che ti vidi. Bastarono 24 minuti. Fresi-Cruz, pim pum, 2-0 e ricconi travolti e tramortiti dal tuo fascino “proletario”.

Fu questa la nostra prima volta. Da quel giorno non ci siamo più lasciati, perché certi amori non potranno finire mai, Bologna mio.

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