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La Vacca romagnola: orgoglio identitario, biodiversità territoriale, eccellenza alimentare

La Vacca di razza romagnola (Vacca e’ il termine corretto, Mucca è solo un sinonimo) abita da queste parti da almeno duemila anni. Alcuni archeozoologi stimano che sia giunta in Italia dalla Podolia (Ucraina) al seguito di popolazioni di stirpe Germanica o Unna. Altri sostengono che furono invece i Longobardi, altri ancora i Fenici e i Cartaginesi. Fatto sta che alberga in Romagna e dintorni da tempo immemorabile. E come scrive Gabriele Cremonini nel suo simpatico ed accattivante libro “La mia bella romagnola” (Pendragon, 2010-2011)  “la caratteristica peculiare di questo bovino e’ l’eccezionale capacità di adattarsi ad ambienti anche particolarmente difficili, nonché la straordinaria attitudine ad utilizzare risorse alimentari che non potrebbero essere sfruttate diversamente. Questo bestiame riesce a valorizzare pascoli cespugliati, stoppie, macchie, mangiando le foglie di essenze arbustive, i ricacci di quelle arboree e la produzione erbacea del sottobosco”. L’altra caratteristica che lo portarono a diventare il bovino d’elezione della Romagna e’ la estrema robustezza, cioè un anteriore ben sviluppato, una struttura solida ed arti brevi, requisiti indispensabili per lavorare quelle terre, forti e tenaci. Nel 900 con  l’introduzione della meccanizzazione nelle campagne, nonostante i tanti secoli di onorato servizio, il bovino romagnolo viene rapidamente  “rottamato”. In poco tempo passa dalla presenza diffusa al rischio di estinzione. A quel punto la razza viene riconvertita “da lavoro” a “carne”, che peraltro si rivela assolutamente eccellente.

I pochi allevatori “resistenti”  sono incoraggiati a proseguire anche con un “aiuto economico” del Plano regionale di sviluppo rurale finalizzato alla conservazione della biodiversità agricola.

L’UE, infine, riconosce alla Romagnola, alla Marchigiana e alla Chianina l’indicazione geografica protetta (IGP) “Vitellone bianco dell’Appennino centrale” le cui caratteristiche risultano essere una ” carne succulenta, nutriente e fortificante…..dalla grana fine, consistente, contemporaneamente soda ed elastica al tocco, dalle piccole infiltrazioni di grasso che solcano la massa muscolare….. qualità che derivano dalla razza dell’animale e dal regime alimentare durante il periodo dell’ingrassamento”.

Infine l’exploit internazionale. Il bovino Romagnolo e’ da tempo  in Canada, Inghilterra, Scozia, Australia e Nuova Zelanda richiesto a gran voce dagli allevatori di quei paesi lontani in virtù della sua notevole precocità di crescita e della innata adattabilità a climi e terreni difficili. Insomma romagnolo purosangue.

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