|

L’Abetone è una località turistica sull’antico valico appenninico tra Pistoia e Modena. Da queste parti transitò Annibale con suoi elefanti e successivamente, in epoca imperiale,  il lastricato della via Claudia Augusta, importante strada militare di collegamento con le lontane terre del Danubio. Passato il medioevo si dovette attendere il 1776 per l’inizio della costruzione di una vera strada di valico tra il Granducato di Toscana e il Ducato di Modena. In realtà furono realizzati due distinti e convergenti tronconi stradali congiunti tra loro sul confine dell’Abetone, come evidenziato dalle due piramidi in bozze recanti le insegne araldiche delle casate regnanti sugli opposti versanti del valico. 

Di fatto la strada interducale costituì le fondamenta dell’odierna statale “dell’Abetone e del Brennero”. Durante i lavori di costruzione fu abbattuto un abete talmente grande da indurre le maestranze e la comunità a convertire l’antico toponimo locale “bosco lungo” in “Abetone”. Con l’inizio del novecento arrivarono i turisti e i grandi appuntamenti sportivi. Da allora l’Abetone ha legato indissolubilmente la sua notorietà alle gesta di due grandi campioni dello sport: Zeno Colò e Fausto Coppi. 

Il primo, abetonese di nascita, è stato uno dei sciatori più forti di tutti i tempi, primatista mondiale del chilometro lanciato e campione mondiale e olimpico negli anni 50 del novecento. 

Fausto Coppi, sulle rampe dell’Abetone, conquistò invece, con una mitica fuga solitaria, la sua prima maglia rosa. Era il 1940, aveva vent’anni e un nome ancora ignoto alle cronache sportive. Inflisse ai diretti inseguitori, Bartali compreso, un distacco irrecuperabile. Da allora divenne il “campionissimo”. 

Mi muovo anch’io sulla scia stradale di Fausto Coppi, senza fretta, senza classifica e senza inseguitori. Dalla valle del Reno risalgo al Passo dell’Oppio da dove scendo fino alla Lima, borgo che prende il nome dall’omonimo fiume, affluente del Serchio, sul crocevia con la statale “Lucca-Abetone-Brennero”. Qui inizia la salita. Il primo tratto segue una pendenza blanda. Dopo qualche chilometro si incrocia la deviazione per Cutigliano, pittoresco ed attraente borgo medioevale, noto anche per le interessanti offerte enogastronomiche.

Si attraversa il ponte settecentesco sul Sestaione dopo il quale la salita prende pendenze più accentuate. La strada attraversa le località di Pian dei Sisi e di Pianosinatico e, a seguire, una sorta di lunga salita dentro una fitta  galleria di alberi ad alto fusto . Il rush finale conduce alle località Cecchetto, Fontana Vaccaia e Le Regine. Il traguardo arriva alle inconfondibili Piramidi di confine dopo la Chiesa di San Leopoldo, la Fontana monumentale, la Funivia, le strutture, vecchie e nuove, di alberghi e servizi ricettivi. 

Dalla Lima ho percorso 17,3 km con un dislivello di 928 metri ed una pendenza media del 5,4%. “Anche questa è fatta”, disse quel tale….. 

Share Post