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L’Asparago verde. Quello di Altedo e dintorni e’ protetto dalla UE.

Pare che gli asparagi abbiano antichissime origini asiatiche. In Italia comunque ci sono da sempre o quasi. Le varietà coltivate erano note già al tempo degli antichi romani. Quelle selvatiche e spontanee, verdi, sottili e molto saporite, erano sparse nei boschi e nelle pinete. Nel XVIII secolo, ne fu creata una versione bianca, attraverso sistemi di copertura del suolo. L’Asparago d’elezione rimase però quello verde delle origini. Nel bolognese e in Emilia Romagna la coltivazione si affermò negli anni del primo dopoguerra. Nel 1923, alcuni agricoltori di Altedo si recarono a Nantes per studiare le tecniche utilizzate dai francesi e tornarono con le nozioni necessarie alla sua coltivazione intensiva. Da lì a qualche anno l’Asparago verde si diffuse nei terreni più vocati della bassa bolognese e in quelli sabbiosi o torbosi della contigua provincia di Ferrara. Nel 2003 l’Unione Europea ha concesso all’asparago verde di Altedo la Indicazione Geografica Protetta (IGP) in ragione della storicità della coltivazione e del peculiare rapporto qualità del prodotto-caratteristiche del  territorio. Nel disciplinare di produzione approvato dalla UE si può leggere ” l’origine della coltura e del suo utilizzo culinario risalgono al XIII secolo. Una prima citazione specifica degli asparagi verdi si trova nella famosa opera «Ruralium Commodorium Libri Duodecim» del grande agronomo Pier Crescenzi, nato a Bologna nel 1233. Il medico e letterato Bolognese Baldassarre Pisanelli, del «500» nel suo «Trattato de’ cibi et del bere» consigliava l’uso degli asparagi coltivati perché migliori dei selvatici. Altro agronomo bolognese e grande gastronomo, Vincenzo Tanara, del XVII secolo, parla dell’asparago verde nel suo trattato «L’economia del cittadino in villa» del 1644″. Insomma una terra vocata, un’antica tradizione ed un ortaggio unico nel panorama europeo. Chi lo vuole acquistare dovrà però aspettare il prossimo anno. Il prodotto viene infatti raccolto solo per pochi mesi all’anno, mai oltre il 20 giugno.

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