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Lassù, alla sorgente del Reno

Il fiume dei bolognesi, il Reno, nasce a Prunetta, frazione di San Marcello Piteglio, nel vicino appennino pistoiese e sfocia, dopo un percorso di 212 chilometri, nel Mare Adriatico, a Casal Borsetti, Ravenna. E’ un fiume italiano grande ed importante, il sesto tra quelli che sfociano in mare. Nel corso dei secoli ha plasmato i territori attraversati, le loro economie ed organizzazioni sociali. Difficile considerarlo anche bello. Nella bassa pianura le acque sono di un colore improbabile, gli argini-indispensabile segregazione protettiva-un tratto paesaggistico monotono ed uniforme, molte delle parti in alveo a monte della Chiusa di Casalecchio hanno l’andamento tipico del torrente con il rapido alternarsi degli estremi stagionali.

Le cose cambiano nella medio-alta valle del Reno. Se cercate panorami fluviali finalmente romantici, belli e naturali, siete nel posto giusto. Se poi volete esagerare prendete la bicicletta e risalite con calma le strade che portano “lassù” dove tutto ha inizio, alla sorgente del fiume Reno. Si parte da Riola di Vergato sulla statale 64, dove fan bella mostra di sé la Chiesa di Alvar Alto e la Rocchetta Mattei, dopo aver attraversato Porretta Terme e Ponte della Venturina si gira a destra sulla strada provinciale 632 “traversa di Pracchia”. Qui inizia l’attraversamento di una valle “incantata”, verde, boscata e selvaggia, dove il tempo sembra essersi fermato. 

Dopo qualche chilometro si incontra Molino del Pallone con la sua ampia ed ospitale spiaggetta fluviale, poi Biagioni e Setteponti, confine tra Emilia e Toscana. Quindi Pracchia, frazione montana del Comune di Pistoia, poco prima della quale, svoltando a destra, si raggiunge Orsigna, il borgo appenninico amato dall’indimenticato Tiziano Terzani. 

A Ponte Petri ci si immette sulla statale 66 pistoiese in direzione Passo dell’Oppio, 821 metri slm, spartiacque tra il versante Adriatico e quello Tirrenico. Qui lasciamo momentaneamente la strada che affianca il Reno per visitare nei dintorni alcune cose irrinunciabili. La ritroveremo sulla via del ritorno. Si attraversa Campo Tizzoro, già sede dei grandi stabilimenti metallurgici SMI di inizio novecento, poi Limestre, sede del grande complesso, nonché oasi ambientale “Dynamo Camp”, dedicato alla terapia ricreativa per i bambini affetti da patologie gravi, sull’esempio dell’analoga gemella americana, fondata da Paul Newman, San Marcello pistoiese ed infine Mammiano, passato il quale si prende a sinistra la strada che sale a Prunetta, non prima di avere ammirato il cosidetto “Ponte sospeso”. 

Una passerella pedonale di 227 metri di lunghezza che collega senza sostegni intermedi i due versanti del torrente Lima tra Mammiano Basso e Popiglio. Costruita nel 1923 dal direttore del locale stabilimento SMI per accorciare agli operai residenti a Popiglio un percorso ordinario, altrimenti lungo più di 6 chilometri, è stata inserita (1990) nel Guinness dei primati come “il più lungo ponte sospeso pedonale del mondo”.

Dopo 11 km di media salita si arriva a Prunetta, la meta del nostro viaggio. Un cartello sul lato sinistro della strada indica la sorgente. Qualche centinaia di metri ancora e il traguardo è raggiunto. 1020 metri slm! Le prime acque del Reno sgorgano fresche da una cannella un po’ arrugginita di una rustica fontana che volontari e comune hanno opportunamente realizzato. Doverosa foto di rito con la borraccia, equivalente ciclistico dell’ampolla di bossiana memoria. 

Il ritorno è all’insegna della leggerezza: 30 km di discesa a fianco del Reno che, da iniziale giovane rigagnolo, diventa via via ruscello, rio, fiumetto, fiume, pronto e disponibile al lavoro e a tutto il resto. Eccolo a Le Piastre industriarsi per far ghiaccio commerciale! 

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