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Lavoro dignitoso e crescita economica

1. Emilia-Romagna locomotiva d’Italia: la nostra regione negli ultimi cinque anni ha conquistato sul campo questo titolo, grazie a tassi di incremento del Prodotto interno lordo sistematicamente superiori alla media nazionale. Importanti sono anche i risultati ottenuti sulle opportunità di lavoro. Nel 2018 il tasso di occupazione nella fascia di età da 20 a 64 anni era pari in Emilia-Romagna al 74,4% ed era aumentato di quasi quattro punti rispetto al 70,7% del 2014. Questo valore collocava nel 2018 il nostro territorio sopra la media europea (73,1% il tasso di occupazione da 20 a 64 anni) e in posizione nettamente migliore dell’Italia, dove la quota di occupati si fermava purtroppo al 63%.
Il miglioramento ha coinvolto nella nostra regione sia gli uomini (con un tasso di occupazione salito da 78,6% del 2014 a 82,1% del 2018) sia le donne, che hanno visto aumentare nello stesso periodo la partecipazione al lavoro dal 63% al 66,9%. Grazie a questi dati nella graduatoria regionale l’Emilia-Romagna occupa il secondo posto per il tasso di occupazione totale, preceduta solo dal Trentino-Alto Adige (76,3% di occupati) e seguita dalla Valle d’Aosta (72,9%) e dalla Lombardia (72,6%). Questi positivi risultati sono dovuti anche al Patto per il lavoro, sottoscritto nel luglio 2015 fra la Regione, tutte le parti sociali e le componenti della società regionale che si sono impegnate per il rilancio della crescita e della buona occupazione in Emilia-Romagna.
Fonte dei dati: Eurostat/Istat

2. Il Patto per il lavoro, sottoscritto in sede regionale nel luglio 2015, ha contribuito a ridurre sensibilmente il tasso di disoccupazione in Emilia-Romagna. Nella nostra regione la quota dei disoccupati nella popolazione da 15 a 74 anni era nel 2018 pari al 5,9% (con una sensibile diminuzione rispetto al valore di 8,4% del 2014). Questa riduzione ha interessato gli uomini, il cui tasso di disoccupazione è sceso in regione dal 7,4% del 2014 al 4,7% nel 2018. Nello stesso periodo è migliorata anche la situazione delle donne: la quota delle disoccupate si è ridotta dal 9,5% al 7,3%.
In virtù di questi dati l’Emilia-Romagna presenta una situazione migliore di quella dell’Unione Europea (nel 2018 il tasso di disoccupazione era pari al 6,9%) e molto più favorevole di quella dell’Italia, dove purtroppo la quota di persone disoccupate era ancora superiore al 10% (10,6%). Nella graduatoria regionale l’Emilia-Romagna si collocava in seconda posizione, dopo il Trentino-Alto Adige, e precedeva la Lombardia e il Veneto.
Positivi anche i dati forniti da Eurostat sulla disoccupazione di lunga durata (con periodi di inattività superiori a 1 anno): nella nostra regione nel 2018 questo fenomeno ha coinvolto il 2,4% della popolazione attiva, contro il 3% nell’Unione Europea e il 6,2% in Italia.
Fonte dei dati: Eurostat/Istat

3. Una delle componenti fondamentali del buon andamento dell’economia regionale negli ultimi anni è stato sicuramente il positivo andamento del commercio con l’estero. Nel 2018 in Emilia-Romagna le esportazioni hanno raggiunto il valore di 63,4 miliardi di euro (in sensibile aumento rispetto ai 53 miliardi del 2014). Sempre nel 2018 nella nostra regione le importazioni sono ammontate a 36,4 miliardi di euro, con una tendenza continua alla crescita rispetto ai 30,3 miliardi del 2014. Nel 2018 in Emilia-Romagna si è quindi determinato un saldo commerciale attivo molto elevato (27 miliardi di euro), che rappresenta il valore più alto di tutto il quinquennio 2014-2018.
Per comprendere l’importanza del commercio estero nell’economia regionale bisogna evidenziare che le esportazioni dell’Emilia-Romagna rappresentano il 13,7% del totale italiano; il saldo commerciale attivo conseguito nella nostra regione nel 2018 incide invece per il 68,7% sul saldo totale dell’Italia (attivo nel 2018 per complessivi 39,3 miliardi di euro). Negli ultimi anni la nostra regione si è aperta sempre di più agli scambi commerciali internazionali; una quota crescente del prodotto interno lordo e del benessere economico dei cittadini dell’Emilia-Romagna è quindi legata alle dinamiche globali.
Fonte dei dati: Istat

OBIETTIVO AGENDA 2030 ONU: 8

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