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Le ciliegie sono mature

Nel parco delle foreste casentinesi, ai piedi della Campigna e della cima dei monti Falco e Falterona, si trova a 1030 mt s.l.m. , San Paolo in Alpe.

Un luogo sospeso, tra la zona submontana e montana di questo scorcio di appennino romagnolo.

Meta di trekking ed escursioni, questo altopiano verde, è il punto centrale di un insieme di valli, gole, speroni di roccia, pendii e creste, caratteristiche di quest’area della nostra Regione.

Uno spazio magico, quasi perso nel tempo.

Un tempo più lento e riflessivo, dove fermarsi a scoprire i boschi, i sentieri, i fiumi, dove ascoltare senza sentire rumori penetranti e violenti.

E’ facile, per chi sale lungo i sentieri ben segnati dal CAI, imbattersi in daini, cervi, caprioli, protetti dal folto della vegetazione, dall’abbraccio dei boschi.

San Paolo in Alpe, come molte altre zone degli appennini emiliano – romagnoli, custodisce le sofferenze figlie della seconda guerra mondiale.

La lotta di Liberazione dal nazifascismo, l’impegno di ragazze/i contro la dittatura, le tragedie di una popolazione provata e martoriata dall’invasore tedesco, i soprusi subiti dai sodali del Duce.

Su queste alture, gli alleati lanciarono provviste, armi e vestiti, a sostegno della lotta dei partigiani che presidiavano i paesi della valle a cominciare da Biserno.

“Le ciliegie sono mature”.

Questo era il messaggio di Radio Londra che allertava i partigiani dell’VIII Brigata Garibaldi, nascosti sugli appennini romagnoli, pronti a raccogliere viveri e munizioni e a continuare la lotta.

Anche queste terre conobbero la barbarie nazifascista, che nel 1944 fece strage di donne e uomini, incendiando abitazioni di San Paolo in Alpe e la chiesa.

Oggi, dalle macerie della quest’ultima, sorge un bivacco/rifugio per chi attraversa questi luoghi a piedi.

Da luogo che ha visto palesarsi la violenza, sorge ora un luogo di protezione, socialità, convivialità.

Per chi sente la necessità di guardare oltre l’oggi, funestato da una crisi sanitaria ed economica senza precedenti, consiglio di preparare lo zaino, magari pieno di quei valori che sono la base della nostra Costituzione, allacciarsi comodi scarponi e cominciare a camminare.

Non per “fuggire” da una realtà scomoda, ma al contrario, per leggere con più attenzione, calma e profondità ciò che sta accadendo attorno a noi.

Una realtà troppe volta sporcata da urla sguaiate, analisi sanitarie le più disparate, titoloni sensazionalistici.

Prima o poi con questa Terra, le sue contraddizioni e le sue urla di dolore dovremo fare i conti.

I messaggi, i segnali che ci manda sono chiari e tutti davanti ai nostri occhi. Sta a noi non sprecare altro tempo.  

Coraggio, zaino in spalla!

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