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Le regole dei contratti pubblici: il caso delle piscine di Lodi

Nel precedente articolo (dal titolo “Nuovo codice degli appalti tornano i vecchi vizi”) abbiamo parlato del nuovo codice degli appalti. Vediamo ora i contenuti della Direttiva 23 sulle concessioni ed il suo rapporto con l’ultimo “scandalo nostrano”: l’appalto per la gestione estiva di 3 piscine nel Lodigiano.

La direttiva è di una importanza enorme poiché disciplina i grandi Appalti (per realizzazioni complesse e che richiedono l’integrazione di molte competenze: per semplicità si posono citare la Tranvie, i Metro, le Centrali e le reti energetiche ecc).

L’importanza di tale direttiva è ampliata nel settore dei Lavori Pubblici dal fatto che siamo in un periodo di tassi prossimi allo 0 (zero).

Tutte le Grandi Opere vengono infatti assegnate tramite ‘Concessione’ e negli ultimi decenni non vi è mai stato momento piu’ propizio per i tassi di interesse. E le opere necessarie per l’ammodernamento e la vita’ di citta’ e Regioni hanno bisogno di investimenti di tale portata e durata per cui il livello dei tassi e’ decisivo.

Essa (la direttiva 23) consente una libertà di movimento alle Amministrazioni Pubbliche sconosciuta in Italia.

Ad esempio:

Art 37)  6.Direttiva 23/2014 :

L’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore può condurre liberamente negoziazioni con i candidati e gli offerenti.

L’oggetto della concessione, i criteri di aggiudicazione e i requisiti minimi non sono modificati nel corso delle negoziazioni.

Inoltre per quanto riguarda la procedura.

Art 48 comma 3. direttiva 25/14. :

Gli enti aggiudicatori avviano con i partecipanti selezionati conformemente alle disposizioni pertinenti degli articoli da 76 a 81 un dialogo finalizzato all’individuazione e alla definizione dei mezzi più idonei a soddisfare le proprie necessità. Nella fase del dialogo possono discutere con i partecipanti selezionati tutti gli aspetti dell’appalto.

Durante il dialogo gli enti aggiudicatori garantiscono la parità di trattamento di tutti i partecipanti. A tal fine, non forniscono in maniera discriminatoria informazioni che possano avvantaggiare determinati partecipanti rispetto ad altri. Conformemente all’articolo 39, gli enti aggiudicatori non possono rivelare agli altri partecipanti le soluzioni proposte o altre informazioni riservate comunicate da un candidato o un offerente partecipante al dialogo senza l’accordo di quest’ultimo. Tale accordo non assume la forma di una deroga generale ma si considera riferito alla comunicazione di informazioni specifiche espressamente indicate.

Il buon Sindaco di Lodi (sulla cui colpevolezza, in base alle notizie fornite dalla stampa non esistono dubbi: ha effettivamente ‘turbato’ l’asta) poteva e doveva comportarsi a tal guisa:

  1. chiamare separatamente i candidati (a maggiore ragione il suo candidato, visto che il favorito era di una societa’ interna ad una municipalizzata del Comune), accogliere i suoi  suggerimenti, rigettando quelli altrui, previa motivazione (lasciando quindi agli altri concorrenti l’onere dell’eventuale ricorso di merito)
  2. Infine utilizzare  il dialogo competitivo per migliorare il processo e raggiungere lo scopo (come consentito dalle norme)

Il suo peccato consiste principalmente nella scarsa conoscenza delle procedure e nella fiducia riposta in una funzionaria che registrava di nascosto le sue malefatte.

Tutti i Sindaci quando si deve gestire un servizio tipo piscina estiva, un chiosco di un parco, un campo estivo per ragazzi et similia, sperano che vinca una ditta locale , possibilmente una polisportiva seria, meglio ancora una municipalizzata.

Un ‘imprenditore’ estraneo (vale dire proveniente da altro territorio) nelle piccole realta’, infatti non offre (per motivi comprensibili) le stesse garanzie di sicurezza, regolarita’, adempimenti contributivi, tutele del personale ecc.

Non e’ soggetto al medesimo controllo sociale poiche’ puo’ infischiarsene della reputazione che risultera’ dalla sua gestione.

La stesse motivazioni  si potrebbero addurre per favorire contiguita’ criminali nei territori condizionati dalla mafia. Tuttavia e’ bene distinguere tra comportamenti criminali e dilettantismo.

In questo caso le garanzie fornite erano addirittura in capo ad una societa’ partecipata dal Comune, quindi con  tutte le responsabilita’ conseguenti in materia contributiva, regolarita’ amministrativa, rispetto delle norme di sicurezza (responsabilità ricadenti addirittura sotto la giurisdizione della Corte dei Conti)

Non ci troviamo di fronte al SISTEMA LODI, meritevole delle prime pagine di tutti i giornali e dei telegiornali. Ci troviamo di fronte ad un Amministratore che forse  non conosce le giuste procedure e che, come vedremo, e’ stato giustiziato in diretta dalla pigrizia dei  media   “En passant” e’ stato anche offeso dal giudice inquirente che lo ha definito ‘abietto’

Ora mi sorgono alcune domande :

1) siccome la base d’asta era di 7500 euro per giustificare la grancassa si e’ detto che in realta’ il profitto generato sarebbe stato di 100.000 euro annui – immagino l’abbia scritto il giudice nel dispositivo in cui chiedeva la carcerazione – come mai nessun giornalista in Italia si e’ degnato di fare una telefonata di verifica in un qualche Comune?

Se la gestione delle piscine, a tariffe convenzionate, personale in regola, rispetto delle norme igieniche e dei requisiti di sicurezza genera utili , come mai le scrivanie dei sindaci non pullulano di proposte finalizzate alla costruzione ed alla gestione di piscine? Come mai spesso restano chiuse ? Perche’ ricorrere alle polisportive – notoriamente favorite fiscalmente – invece di utilizzare le imprese private? Come mai non nascono imprenditori privati nella gestione delle piscine vista la loro redditivita’?

2) se si inizia a punire la ‘turbativa’ , cosa che va lodata, cosa fare delle turbative che hanno profondamente influenzato tutte le ultime tornate elettorali?

Vado a memoria :

Il SISTEMA SESTO. Dopo molti anni mr. Penati e’ stao assolto con formula piena! (nel frattempo la Regione Lombardia e’ andata alle elezioni sotto il peso dello scandalo PENATI)

L’AFFAIRE ERRANI ( per falso ideologico !) : assolto pienamente, solo dopo l’interruzione di una legislatura eletta democraticamente.

Gli IMPRESENTABILI : (una intera campagna elettorale basata su DE LUCA) : assolto con formula piena dopo 10 anni (10 anni per dirimere un banale abuso d’ufficio).

C’e’ qualcuno disposto a giurare che queste indagini non hanno influito sui risultati elettorali?

Cosa c’e’ in un regime democratico di piu’ sacro delle elezioni ? Perche le lasciamo ‘turbare’ tranquillamente mentre mandiamo legittimamente in galera un sindaco per un appalto di piscine e gli diciamo anche che e’ abietto ?

Sono disposto a scommettere che qualcuno proporra’ una legge risolutiva in materia.

Sono convinto che la magistratura vada lasciata in pace ( e’ bene ricordare ad es. che in questi anni sono stati perseguiti l’affaire Mose ed il Sistema sanitario del Formigoni ) Penso che le storture denunciate vadano corrette in sede politica. Per esempio risolvendo il problema dei tempi bibblici delle indagini e dei processi.

Ed anche iniziando ad ‘educare’ diversamente la pubblica opinione, vale a dire distinguendo tra reato e reato poiche’ tutti nell’attivita’ amministrativa possono ricevere avvisi di garanzia od incappare in piccole irregolarita’. Il ruolo dei media in tale senso e’ importantissimo.

Renzo Brunetti

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