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Memorandum Italia-Libia scandalosamente verso il rinnovo

Domenica 2 febbraio il memorandum Italia-Libia verrà prorogato alle stesse condizioni, per altri tre anni. 
Si tratta del memorandum d’intesa siglato a febbraio 2017 dall’allora Presidente del Consiglio Gentiloni e dal primo ministro del governo di riconciliazione nazionali libico al-Serraj. Gli accordi garantiscono sostegno economico, tecnologico e formativo e di mezzi alla cosidetta Guardia costiera libica.

In novembre dello scorso anno il Governo italiano aveva annunciato l’intenzione di proporre modifiche da concordare bilateralmente prima del 2 febbraio 2020, termine del primo triennio, formalizzando tale decisione. Le autorità libiche però non si sono mai sedute ad un tavolo di trattativa, manifestando solo silenzio al riguardo.

La questione più annosa che si legge in questi giorni però è che, nonostante l’Italia dica di aver fatto la sua parte, non pare sia così. La Ministra Lamorgese aveva direttamente dichiarato di “rivedere i patti”, ma di questo non vi è traccia.

Intanto ogni giorno al di la del Canale di Sicilia vengono commesse violenze inaudite, torture, soprusi, ai danni di domme, uomini e bambini. Come ampiamente dimostrato vengono sistematicamente violati i diritti umani fondamentali.

Quando sentiamo dire che i migranti sono stati salvati dalla guardia costiera libica, “sani e salvi sono stati riportati in Libia”, non si tratta di una bella notizia, tutt’altro; è proprio da quel terribile paese che fuggono, dall’inferno libico, con i suoi lager, i suoi stupri, le sue torture. 

I migranti riportati in Libia vengono trasferiti in centri governativi dove hanno accesso limitato a cibo, acqua e servizi igienici. Spesso si ammalano e muoiono per semplici infezioni con il rischio altissimo di epidemie. 

Stando agli ultimi dati, oltre la metà dei migranti scappati dalla Libia negli ultimi tre anni sono stati intercettati e riportati indietro: si parla di circa 40mila persone, e già nei primi giorni del nuovo anno, oltre 1000.

l nostro Paese continua quindi a foraggiare con milioni di euro la cosiddetta Guardia Costiera libica, e contribuisce a tenere in vita questi centri di detenzione.

Non è più sostenibile una situazione del genere! Non dimentichiamo che se ci sarà rinnovo, questo durerà ben tre lunghissimi anni.

La ViceMinistra degli Esteri Marina Serena ieri ha assicurato che ci sarà presto un intervento del Governo per accelerare la revisione del memorandum, e che anche dopo la scadenza del 2 febbraio ci saranno margini di manovra.

Le vogliamo credere, perchè è intollerabile continuare ad essere complici di una tragedia umanitaria infinita, ma occorre invece che si rimetta al centro la ricerca di soluzioni finalizzate alla tutela della vita delle persone e del diritto internazionale che ne è garanzia.

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