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No Streaming No Party?

“Avviso ai naviganti:  Prendo atto che è impossibile avere riunioni riservate con il gruppo dei consiglieri comunali del PD senza che l’esito di queste venga immediatamente divulgato alla stampa. Vorrà dire che da ora in avanti parteciperò a queste riunioni solo se saranno diramate in streaming… così almeno anticiperemo i tempi.”

Virginio Merola – 29 maggio 2017 21.26 – Facebook

Questo sfogo, se pur comprensibile, non dovrebbe essere pubblico. Amministrare una città come Bologna non è certo una passeggiata e necessita spalle forti e un gruppo dirigente che sappia intercettare i problemi e le opportunità traducendole nella propria azione di mandato… e fin qui siamo all’ABC. Personalmente do un giudizio positivo della giunta Merola, trovo che la città si sia mossa da quel torpore nel quale era avvolta fino ad una decina d’anni fa. Rimangono certamente tanti problemi sul campo ma non possiamo essere così ingenui da non capire che i cambiamenti più o meno radicali, come spesso viene chiesto, necessitano non di giorni, ma di anni.

È proprio qui che sta l’inghippo. La gestione e la comunicazione del quotidiano in relazione con la necessità di formare un gruppo dirigente responsabile che, al contrario dello streaming, sappia soprattutto non apparire e allo stesso tempo tenga a freno la sua voglia di visibilità mediatica. Certe attenzioni sono ancora più opportune in questi tempi dove, ahimè, la distanza tra il cittadino e le istituzioni non è mai stata così ampia. Questo messaggio del Sindaco, mette in luce alcune crepe nella selezione della classe dirigente da parte dei partiti.

L’impressione è che qualcuno sia stato selezionato più in funzione di quante puntate di House of Cards abbia visto nella sua vita, piuttosto che nel fatto di avere chiaro in testa cosa vuol dire far parte di un’istituzione, e quale responsabilità questo comporti nei confronti degli elettori e dei cittadini tutti. Leggendo i commenti sotto al post c’è chi richiama alla responsabilità politica e alla posizione che il Pd dovrebbe avere nei confronti dello streaming.  C’è un consigliere comunale, che a mio modo di vedere, in maniera maldestra (per usare un eufemismo) risponde al sindaco: “..Cmq mi dispiace Virginio, senza fiducia reciproca è difficile lavorare insieme..”, qualcun altro ricorda i problemi di incomunicabilità del comune con i cittadini. Ma il commento perfetto e che basterebbe a sintetizzare anche quest’articolo: ”Parlatevi magari” aggiungerei io a voce, e non tramite i social.

La mia proposta per alcuni di questi dirigenti politici, sarebbe cominciare con un bel corso di educazione civica e infine una spuzzata di buon senso, come se fosse uno Chanel n.5. Oppure come succede nel basket, quando un allenatore vede una cavolata enorme fatta da un suo giocatore in campo, richiamarlo, metterlo in panchina per un po’, e vedere se l’ha capita. Ma ahimè non è tutto cosi semplice.

Caro Sindaco, la prossima volta si sfoghi in una stanzetta chiusa o con una corsa all’aria aperta. Alla stessa maniera se proprio deve fare un cazziatone a qualcuno, non lo renda pubblico, svilisce il suo ruolo e da troppa importanza a chi forse un ruolo non lo trova. Facciamoci rincorrere come (quasi) sempre è stato nella tradizione amministrativa emiliana sui temi, lasciamo invocare lo streaming (per altro mezzo giurassico in termini di trasparenza) ai giustizieri da tastiera. Se ne faccia inoltre una ragione, qualche talpa (animale per altro simpatico) c’è sempre stata in politica, come nella vita ci sono gli amici pettegoli, le chiacchere da bar ecc… La prossima avventura amministrativa, basterà essere più attenti nella selezione dei gruppi dirigenti..

#Buon lavoro… e #occhioallatalpa.

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