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Nouvelle vague: la nuova ondata ideologica che verrà. I pericoli per il Trasporto Pubblico.

Un nuova importante battaglia culturale prima o poi  arriverà anche in Italia  . I suoi contenuti sono abbastanza chiari: Non ha più senso investire nel trasporto collettivo ( Pubblico in primis), nelle sue infrastrutture , nei suoi veicoli etc. Anzi sarebbe più utile per la città ed i suoi cittadini convertire le infrastrutture dedicate al trasporto pubblico ad uso e consumo della nascente industria dei veicoli a guida autonoma. Il debutto della nuova corrente culturale (sarebbe meglio descriverla come tecnica di marketing) non poteva che essere la mitica Sylicon Walley dove il Consiglio di Contea ha bocciato la proposta di creare 3 BusVie (porzioni di strade riservate al transito del Trasporto Pubblico , qualcosa di simile alle nostre Corsie Riservate, ma molto più protette ed efficaci) con la motivazioni che . “trattasi di investimenti riservati a tecnologie obsolete ecc, di efficacia limitata ecc” e che, udite! la prossima rivoluzione dell’auto a guida autonoma spazzerà via. 

A nulla sono valse le dimostrazioni al contrario presentate dalla locale Agenzia (Azienda) dei Trasporti Pubblici.

I fondamenti tecnici di una tale decisione da parte delle Autorità  stanno in alcune stime pseudoscientifiche molto approssimative.

Si stima che un’auto a guida autonoma possa sostituire 4 auto tradizionali liberando quindi enormi spazi. Inoltre diminuendo il costo di investimento e di conseguenza il costo di ammortamento, si dovrebbe eguagliare il costo/km per passeggero nei due modi di trasporto (pubblico e privato)

Quindi perché investire in costosi ed impattanti progetti di Trasporto Pubblico quando il cd mercato risolverà tutto?

Il sostegno materiale alla lieta novella proviene dagli ingenti investimenti fatti da Fondi ed Imprese nel nascente mercato dei veicoli a  guida autonoma e dalla futura battaglia che coinvolgerà mercati, imprese e produttori  di servizi nel tentativo di vendere quanti più veicoli a guida autonoma possibile.

In realtà non dovremmo più chiamarli veicoli ma Assistenti personali!

Vale a dire creare e soddisfare un nuovo bisogno: non sarà più  la propria vettura, come siamo abituati a pensarla  fino ad ora, ma una specie di assistente privato molto evoluto  che trotta tutto il giorno per soddisfare le nostre esigenze .

Al pari del telefonino , che non serve più per la classica telefonata , ma che si è evoluto trasformandosi e trasformando nel contempo la nostra vita ed il nostro tempo. In sostanza il nuovo assistente-maggiordomo diventerebbe  uno di famiglia (chi ha avuto a disposizione un autista per lungo tempo può capire), progettato non solo per le nostre esigenze ma per soddisfare esigenze e bisogni che noi oggi non abbiamo!

Le stesse motivazioni stanno alla base di molte iniziative contro il trasporto Pubblico in varie città degli States . La più impressionante a New  York dove una rivista importante (the Atlantic) sta facendo lobby contro il progetto di modernizzare la Metro  ed ha pubblicato un articolo circostanziato in cui si propone di ‘asfaltare‘ i tunnel della Metro e di riservarli ai veicoli a guida autonoma.

In realtà le cose, tecnicamente, non stanno così. Una corsia stradale, con le regole americane , può portare al max 2000 veicoli l’ora , vale a dire 2000/2500 persone , i sistemi di trasporto pubblico possono variare dai 5000 ai 50.000 a seconda delle tecnologie impiegate .

Le più ottimistiche proiezioni per le autonomous car parlano (grazie alle connessioni) di potere ridurre le distanze fra i veicoli garantendo un aumento di efficienza del 400/500 %, ma  più o meno le stesse performance si possono immaginare per i veicoli ‘pubblici’, lasciando inalterate le differenze di efficacia.

Il principale problema delle città oggi è l’amministrazione degli spazi, la loro condivisione . Sarà così anche nel 2050 . Anzi passando da 7miliardi di persone ai 9,5 miliardi nello stesso periodo , con un significativo incremento nelle metropoli , il problema della congestione si aggraverà.

Perché allora questa offensiva contro il Trasporto Pubblico ?

Una ideologia quando si muove, forte di Capitali e di interessi, non si cura dei dettagli e trova facilmente tecnici e consulenti desiderosi di mettersi all’opera , guadagnando facilmente i consensi di cittadini e politici ansiosi di soluzioni facili, semplici e soprattutto non impegnative per i bilanci pubblici.

Prepariamoci , anche in Italia, all’offensiva dei profeti dell’inutilità del trasporto pubblico e dello spreco di denaro che esso rappresenta.

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