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Pasticceria dell’Arte

“… là dove c’era l’erba ora c’è una città …” così cantava Celentano tanti, tanti anni fa.

Parafrasando il molleggiato nazionale, allora, potrei dire che là dove c’era una bottega antica ora c’è un palazzo moderno. La bottega antica era quella dei Pierini all’angolo tra Castagnoli (che subito dopo diventa Moline) e BelleArti proprio davanti a Palazzo Bentivoglio. In realtà, non si chiamava così, era una tabaccheria con bar o caffè, una bottega antica, antiche le scaffalature scure a alte fino al soffitto, antica la luce che faticava a farsi strada nella penombra insistita, antichi i gestori, marito moglie e sorella (o forse tre tra fratello e sorelle, ma forse mi confondo con le vecchine, anche questa una storia bella bellissima, là sulle colline sopra Ozzano, dalle parti di San Pietro ed in uno dei due posti, comunque, erano due sorelle ed un fratello o marito moglie e sorella), ed antico l’aperitivo con cui tutti abbiamo cominciato a bere, un intruglio rosso, amarognolo, la base era bitter, ma nessuno, in realtà, sapeva esattamente cosa contenesse (i rimasugli delle varie bottiglie, con una forte componente di bitter, però), e che tutti chiamavamo pierino, dal nome dell’anziano barman o gestore o tabaccaio che lo serviva e che bevevamo stravaccati sul gradone che contorna la facciata prospiciente BelleArti di Palazzo Bentivoglio.

Gli anni, poi, sono passati, i Pierini ha chiuso (lo hanno chiuso, una soffiata ha fatto arrivare un controllo che ha scoperto, e se siamo sopravissuti a quello non c’è nulla che possa farci del male ormai, che meraviglia, che non c’era acqua corrente e tutti noi, per anni, abbiamo bevuto in bicchieri lavati in un mastello pieno d’acqua stagnante nascosto sotto il bancone) e la vecchia, fatiscente casetta che lo ospitava è stata sostituita da un palazzo moderno e modernista, tutto mattoncini, e una piccola galleria che ospita una conosciutissima boutique di preziosa oggettistica africana, una tabaccheria e, meta della nostra sosta odierna, la “Pasticceria dell’Arte” (l’indirizzo esatto è via BelleArti 11/b). Come in altri casi simili, il nostro TiriamoTardi diventa così un TiriamoLungo. Dalle 7 alle 20, infatti, tutti i giorni tranne la domenica, sarà possibile lasciarsi coccolare dai prodotti del retrostante laboratorio che sforna in continuazione paste, brioche, piccola pasticceria, golosità assortite sia dolci sia salate. Si comincia con la colazione, per proseguire con il coffee break di metà mattina seguito dal pranzo passando poi dalla merenda per arrivare all’aperitivo della sera. La pasticceria (così come le pizze intere, i tralci, i calzoni, le sfogliate) è davvero di ottima qualità (la migliore senza dubbio della zona e non solo) e i ragazzi dello staff, primo tra tutti il titolare Elvis che si è fatto le ossa nei bar e caffè più rinomati di Bologna, garantiscono un servizio inevitabilmente veloce ma professionale, attento e simpatico.

Merita comunque soffermarsi ancora un momento sulla pasticceria. Che è vera, a differenza di ciò che viene offerto in tanti altri locali anche più conosciuti e modaioli. Una pasticceria che mantiene nel corso della giornata la stessa fragranza e sapore al di là del fatto che il succedersi di clienti impone, infatti, un continuo riassortimento. Ma non è tanto questo; è che si sente che si tratta di vera pasticceria. Dimenticate quindi quei sapori un po’ tutti uguali da merendina surgelata e scaldata al microonde o da pasticceria da produzione industriale o semi, quelle tristi scatole di cartone bianco lasciate la mattina presto davanti la soglia di bar e caffè e poi abbandonate ad invecchiare solitarie dentro le vetrinette (ricordate la luisona di benniana memoria?). Qui, lo ripetiamo, dalla colazione all’aperitivo della sera, momento di un TirarTardi necessariamente non così tardo ma piacevolissimo, la qualità la fa da padrona.

 

Stefano Righini
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