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Piazza Verdi Village

Certo, per cercare un po’ di sollievo dall’umidità afosa di questi giorni, nulla di meglio che andare sui colli per testare uno dei molti luoghi nuovi della movida serale.

Anche chi decidesse però di restare in città, potrebbe, cercando e non disperando, trovare piccole oasi di fresco e tranquillità.

Tra queste, e proprio in pieno centro (davanti, di fianco e dietro la bella e imponente facciata del Teatro Comunale di Piazza Verdi (edificato nella seconda metà del ‘700 su progetto di Antonio Galli Bibiena ed inaugurato nel 1763 con l’opera “Il trionfo di Clelia” con libretto di Pietro Metastatio e musica di Gluck) si segnala il VillagePiazzaVerdi, nato sulle rovine del paio d’anni che è durata l’esperienza assai criticata, o per lo meno discussa, del GuastoVillage. Inaugurato lo scorso 21 giugno, e fino al 13 ottobre, l’iniziativa prevede un fitto calendario di eventi rivolto ad adulti e bambini. Il programma, un’iniziativa della “Corvino Produzioni” di Marcello Corvino (che, fondata nel 1999, si è presto imposta nel panorama italiano per la produzione degli spettacoli di MoniOvadia e per l’idea nuova e affascinante di coniugare arte e scienza, o quantomeno conoscenza, costruendo spettacoli ad hoc per personalità come, tra gli altri, l’astrofisica Margherita Hack, il matematico Piergiorgio Odifreddi, i giornalisti Corrado Augias, Marco Travaglio, Federico Rampini, Oliviero Beha, i magistrati Gherardo Colombo, Giuseppe Avalla, gli scrittori Stefano Benni e Vincenzo Cerami e per l’attività musicale della collegata PromoMusic che ha prodotto nel tempo recital di Simone Cristicchi, Lucio Dalla, Shel Shapiro, Antonella Ruggiero, Eugenio Bennato, Isabella Ferrari, Michele Placido o preziose incisioni come il doppio CD su Piero ciampi, e che ha visto la partecipazione di Vinicio Capossela, Samuele Bersani, Morgan e Nada) prevede infatti in collaborazione con l’Università, il TeatroComunale, il Conservatorio G.B.Martini e l’Accademia di BelleArti, un itinerario che, partendo proprio da PiazzaVerdi ed allargandosi in maniera logica e continua con LargoRespighi e via DelGuasto, quattro aree tematiche in grado di soddisfare le esigenze di varie tipologie di pubblico.

Se infatti Events – Piazza Verdi racconta, prevede una serie di incontri con docenti, artisti e associazioni per raccontare arte, musica, teatro, scritture e le vicende storiche e civili della città (inaugurata con la serata dedicata al direttore d’orchestra Leone Magiera e al suo rapporto con Luciano Pavarotti, da non perdere gli appuntamenti, tra gli altri, con l’Orchestra SenzaSpine del 7 luglio o  l’esecuzione, il 27, dei CarminaBurana che vedrà coinvolti i solisti ed il coro del TeatroComunale), Kids – Piazza verdi gioca prevede durante i weekend una corposa serie di iniziative dedicate ai più piccoli (“I giochi del sabato sera” nel Giardino del Guasto, “Colora Piazza Verdi” e “Museo Petit” sempre il sabato o “Creative labs” in PiazzaScaravilli la domenica pomeriggio) e Visits – PiazzaVerdi scopre accompagnerà i partecipanti in una trentina di visite narrate alla scoperta della storia e dei tesori di via Zamboni, il momento che più potrebbe interessare a noi che amiamo tirartardi è senza dubbio Social – PiazzaVerdi Mangia e Beve , un’area pensata per accogliere momenti di socialità che si estenderà da LargoRespighi a via DelGuasto a PiazzaVerdi.

Musica in filodiffusione, una spiccata attenzione al riciclo ed alla sostenibilità (stoviglie e posate solo in materiali biodegradabili o lavabili) e casette stile villaggio francese (quello che sorge nel periodo natalizio in piazza Minghetti) a rimarcare la volontà di non essere il solito mangimificio compulsivo differenziandosi in modo netto dalle esperienza, comunque godibilissima e divertente sia chiaro, degli anni passati, quelli dei container che tanto facevano kermesse da periferia postindustriale.

Per intenderci, l’impatto visivo ed uditivo è stupefacente: dove prima vigevano sonorità e compulsioni acide (è solo un termine a specificare musicalità e colori e sapori con nessuna implicazione di altro genere) adesso si trova musica soffusa, luci più basse, relax e la riscoperta del piacere di una chiacchierata sussurrata e non urlata. Con l’atout impagabile, in via DelGuasto, dei vini di AltoTasso.

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