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Presidenziali USA: riflessioni e lezioni per la “vecchia Europa”

Hillary è in testa e sta dominando in tutti i sondaggi.  Il Partito Repubblicano ed i Trumpiani ( abbastanza scoordinati tra di loro) stanno correndo ai ripari. Ma queste notizie sono largamente note . Vediamo invece di ragionare su alcuni eventi, legati alla campagna Presidenziale , che in Italia non fanno notizia

1) Bernie Sanders ha lanciato e reso stabile  la sua creatura “politica”: https://ourrevolution.com/about .

Navigare per capire ed eventualmente credere!

L’obiettivo è di riformare il sistema politico americano (oh yess!) e di fare ‘presa ‘ sul Partito Democratico. Nonostante il grande seguito, Bernie  ha, tuttavia, commesso un paio di errori: 1) non ha escluso donazioni cd “anonime” e 2) ha nominato come Direttore il suo braccio destro, criticato perché  “non abbastanza nuovo” . Alcuni giovani del suo Staff si sono licenziati per protesta.

Sul piano politico l’onda di Sanders e dei suoi partigiani si fa invece sentire. Le primarie per la scelta dei Candidati al Congresso ed al Senato sono infatti all’ultimo sangue e vedono quasi ovunque il Candidato sostenuto dal Partito (l’establishment) in lotta contro qualche Candidato espressione del “movimento”. La battaglia è tutt’altro che amichevole e sulla divisione acerrima poggiano le loro speranze i Repubblicani per mantenere la maggioranza nel Parlamento Federale. Maggioranza decisiva non solo per governare ma anche per eleggere i magistrati della Corte Suprema. Abitualmente le battaglie a sinistra, quando diventano aspre, danno questo risultato.

2) Qualcosa con la stessa origine sta avvenendo anche a destra. Grazie a Mr. Trump gli iscritti al Partito Repubblicano sono aumentati in misura inaspettata: http://www.nytimes.com/interactive/2016/08/25/us/elections/voter-registration.html?_r=0

Il fenomeno viene paragonato da alcuni a quanto avvenne nel ’64 con Barry Goldwater, un senatore repubblicano candidato alla Casa Bianca, talmente a dx, che fu stracciato da Johnson in modo clamoroso. Ebbene la sua “piattaforma politica” (essenzialmente contro lo “Stato” e le leggi Federali), nonostante la sconfitta, diventò il credo dei Repubblicani nei decenni successivi.

Altri invece ascrivono il fenomeno al crescente disamore  verso istituzioni e classi dirigenti (il c.d. POPULISMO).

Si da quindi per scontato che, anche in caso di sconfitta, la Carta dei Repubblicani cambierà: meno religione, meno fervore contri i gay e l’aborto, più Destra ma più laica.

In ogni caso vi e’ una lezione importante per noi italiani : qualsiasi sia il risultato a novembre il sistema Politico Americano riuscirà ad introiettare nei 2 Partiti idee, proteste, movimenti di donne e uomini,  giovani e vecchi, che altrove si consolidano politicamente in forze nuove ed autonome (vedi Italia, Francia e Spagna).

Credo che il merito del Processo vada ascritto al sistema delle Primarie, lungo mesi, con un calendario articolato, partecipato ed aperto, quartiere per quartiere, città per città.

Migliaia di persone, per lo più giovani, hanno modo di lavorare nella campagna politica, nei vari comitati, e portano linfa nuova . Un mix di ingenuità, idealità e cinismo si potrebbe dire, ma alla fine gran parte delle istanze che provengono dalla società vengono assorbite.

In Italia continueremo a fare le Primarie in un giorno secco?

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