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Progetto telemedicina telecardiologia: a che punto siamo?

Sono trascorsi più di 20 anni da quando il Prof. Achille Ardigò promosse due importanti Seminari di Studio (giugno 95 – giugno 96) sulle metodologie e tecniche della telecomunicazione con la collaborazione del nuovo CUP, sotto la spinta culturale ed organizzativa del Direttore Scientifico Dr. Mauro Moruzzi.

Da allora lo sviluppo delle Reti di Telecomunicazione nella Città digitale si è arricchito di nuove esperienze; ricordiamo soprattutto il progetto europeo “Atlas” al quale siamo stati coinvolti nel giugno 1998, quale Struttura Cardiologia. In sostanza si trattava di attivare un sistema di telecomunicazione tra Ospedale e territorio con la finalità di trasmettere l’elettrocardiogramma e la possibilità di comunicazione tra il sistema di Emergenza-Urgenza 118 e la Cardiologia Ospedaliera di riferimento.

Tale modalità di trasmissione telematica ha consentito di intervenire tempestivamente nei casi di pazienti colpiti da eventi “critici” a rischio di sopravvivenza nello specifico l’infarto miocardico acuto, la perdita improvvisa di coscienza (sincope), le gravi crisi di insufficienza respiratoria e lo scompenso cardiaco acuto.

Situazione queste ove è ampiamente dimostrato dalla Letteratura che un intervento precoce ed efficace può salvare una vita da cui l’affermazione “non dare tempo al tempo”.

Pertanto l’applicazione della Telecardiologia con la trasmissinone dell’ECG ha consentito un vero e proprio “teleconsulto” tra il personale infermieristico del 118, medici del Dipartimento di Emergenza-Urgenza e lo Specialista Cardiologo.

In conclusione la “rete telecomunicativa” ha innescato un vero e proprio circuito virtuoso che sta producendo risultati clamorosi in termini di vite salvate e di sopravvivenza a lungo termine. Infatti una volta che il paziente giunge vivo in Ospedale potrà utilizzare efficacemente tutte le risorse tecnologiche e professionali in esso presenti.

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