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“Re Sole Bistrot”: fatevi un regalo per Natale

La storia che voglio raccontare questa settimana (e la voglio raccontare perché siamo a Natale e questo è il mio regalo di Natale per chi legge) in realtà sono due storie. La prima, è quella del “Re Sole Bistrot”. Una storia che racconta come, circa cinque anni fa in via San Mamolo 14/c praticamente di fronte al Moretto e al Panoramica (anch’essi locali storici, ognuno nel proprio ambito, del tirar tardi cittadino) venne inaugurato un locale bello ed innovativo per l’epoca. Un locale che, nato come champagneria ed ostricheria (mamma mia che brutte parole, mi sono lasciato prendere dalla moda; ed allora torniamo daccapo e diciamo, nato come bar à huîtres), è stato per lungo tempo un appuntamento, un passaggio, un punto di riferimento imperdibile per chi appunto volesse sbizzarrirsi nella scelta di almeno 5/6 tipi diversi di molluschi potendo accompagnarli con un’ampia varietà di champagne alcuni dei quali importati direttamente. Oltretutto, in un ambiente davvero molto bello ed elegante che richiama immediatamente le atmosfere e la allure dei bistrot parigini più esclusivi (non per niente Luca Mazzoni, patron del locale e uomo di gusto, viene da antiche consuetudini familiari con l’arredamento d’antiquariato). Gli anni, poi sono passati ed il successo, immediato e fragoroso, ha imposto un’accelerazione a ciò che stiamo raccontando. Ed è a questo punto che inizia la seconda storia che va raccontata. Una storia che, come tutte le storie che si rispettano, nasce con il fatidico c’era una volta un giovane e capace barman. Era giovane, sì, ma poteva già contare su una grande esperienza per avere lavorato, imparando l’arte (perché quando il mestiere è di così alto livello diventa arte), con i migliori barman della città. Celestino Salmi, perché è di lui che stiamo parlando, uno dei nomi di punta della cockteleria non solo bolognese, l’ho conosciuto al SanDomenico, lo storico locale che si affacciava (in realtà si affaccia ancora, ma è tutta un’altra storia) sulla piazza omonima e che costituiva veramente un appuntamento immancabile in anni in cui il rito conviviale dell’aperitivo contava, per quanto adesso possa sembrare incredibile, su pochi, pochissimi (una decina non di più) locali. L’ho poi seguito, io e come me tanti altri, nel suo personale percorso di crescita professionale che lo condusse da Gamberini ed anche in quell’occasione la sua storia si intrecciò mirabilmente con quella di chi, rilevato un locale storico sì ma in evidente decadenza, decise di rinnovarne i fasti e migliorarne decisamente la qualità e l’appeal. Furono anni memorabili di bevute e conoscenze. Poi, come sempre accade, in tutte le storie, anche se belle, arriva sempre una fine. Una fine che solitamente segna un nuovo inizio. E così, ecco che ritroviamo, ormai sono quasi due anni, Celestino al “Re Sole Bistrot” per quello che si è rivelato un connubio senz’altro felice e di grande impatto. Perché nel frattempo, quello che era, sebbene irreprensibilmente piacevole, un bistrot un po’ sacrificato nelle proposte si è trasformato in un locale in grado di offrire una varietà importante di piccole preparazioni prevalentemente di crudo tra cui primeggiano tonno, orate, salmone ed aragosta (ma non manca un’accattivante battuta di fassona) insieme ad acciughe del Cantabrico (ormai immancabili praticamente ovunque), foie gras del Perigord e Patanegra De Bellota senza, naturalmente dimenticare i piatti con cui l’avventura iniziò e tra i quali spicca un ottimo croque monsieur e, al solito, un’altrove introvabile varietà di ostriche (in menù ce ne sono almeno 7/8 tipi diversi e tutte di qualità special). Rimasta invariata, ed anzi accresciuta l’offerta di champagne non più solo importati direttamente ma arricchita dalla presenza delle migliori maisons, la presenza di Celestino garantisce a chi come noi è particolarmente interessato al bere bene qualità e professionalità difficilmente riscontrabili altrove. Per dire, ultimamente ho bevuto un Vesper Martini (il cocktail inventato da Jan Fleming nel 1953 nel romanzo “Casino Royale”, per intenderci quello della famosa frase shaked not stirred, composto da 3 parti di gin, nello specifico il FiftyPound, 1 parte di vodka, la russa Kauffman, e ½ parte del vermouth francese Lillet Blanc) praticamente perfetto grazie alla maestria di chi l’ha shackerato ed alla bontà degli ingredienti.

Adesso, praticamente arrivati alla fine del racconto, ricordo che avevo promesso una sorta di regalo di Natale. Eccolo, quindi. Chi avesse voglia di provarlo questo “Re Sole Bistrot” (tranne la domenica, tutte le sere dalle 18 ad oltranza) può approfittare della apertura straordinaria della vigilia di Natale con due diversi menù. Il primo prevede dalle 18 Sushi Ball e Tintoretto (champagne e succo di melograno); il secondo, quello della cena vera e propria, propone, a 40€, Sushi Ball, degustazione di mini tartine di tonno, salmone ed orata, ricciola in salsa BBQ su purea di patata americana e come dessert rocher di gianduia con tartare di frutti rossi e crema di cioccolato bianco.

 

A questo punto, oltre al tradizionale bon appetit, non mi resta che augurare Buon Natale a tutti.

Stefano Righini
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