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Rebetiko, la musica che racconta miseria, disagio, nostalgia di un popolo

Kostas Ferris, nel film “Rebetiko”, narra la vita di Marika Ninou, una delle più importanti cantanti del genere che porta appunto il nome di questo genere musicale.  In realtà la vita della donna è stata completamente diversa ma il regista nel film manipola la verità per raccontare il periodo in cui il rebetiko passa da canzone della mala a genere musicale popolare.    Siamo negli anni trenta, ma dobbiamo fare un passo indietro nel tempo.   All’inizio della Prima Guerra Mondiale gli alleati avevano assicurato alla Grecia, qualora fosse entrata nel conflitto a loro  fianco, la parte costiera della Turchia.   A guerra finita, nella conferenza di pace di Parigi del 1919 il primo ministro Eleftherios Venizelos preme sugli alleati per ottenere quanto  promesso.     La Grecia ottiene il permesso di invadere Smirne ed inizia a sognare la realizzazione della Grande Idea (το μεγάλη ιδέα), annettere l’Anatolia e la Macedonia oltre alle coste dell’Asia Minore.          Con l’invasione inizia la guerra greco-turca,  gli antichi odi sfociano in carneficine da entrambe le parti. La sconfitta di Venizelos alle elezioni ed un referendum perso (la storia allora non insegna niente, vero Cameron? E vero Renzi???) mutano il quadro politico. L’appoggio di Francia e Russia al nascente stato laico di Kemal Ataturk determinano un cambiamento delle sorti del conflitto.    Rimane solo l’Inghilterra ad appoggiare la Grecia però sempre più tiepidamente.             La Turchia riprende possesso delle coste e della città.  Seguiranno incendi, massacri e fughe.  L’armistizio di Mudanya pone fine al conflitto e il successivo trattato di Sevres nel 1923 stabilisce lo scambio delle popolazioni e 800.000 turchi lasciano la Grecia mentre 1.200.000 greci tornano in patria.    E’ un esodo biblico se si considera che il totale della popolazione ellenica in quel momento è di 6.500.000 persone.     Tutte queste persone vanno ad ingrossare le file degli sfaccendati e della piccola delinquenza.      Questo è quello che descrive Ferris nel film.   Racconta la misera vita, il disagio, l’impotenza, la nostalgia, le illusioni di questa povera gente, strappata dalla propria casa, dalla propria vita e costretta ora a vivere in degradate periferie di Atene e Salonicco, del Pireo.  Ed il rebetiko diventa un modo per esprimere in musica tutto questo.      Il rebetiko sopravvissuto allo sconvolgimento della Seconda Guerra viene dimenticato con la modernizzazione, il progresso, il boom ed la benessere diffuso.

E’ tornato prepotentemente alla ribalta quando la Grecia si è svegliata dal sogno e ha scoperto la dura realtà di una prosperità illusoria e fittizia.

 

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