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Riflessioni non richieste sul Passante di mezzo

E così il passante di mezzo si farà. Anche da Roma è arrivato l’atteso via libera ed ora il principale motivo di discussione sui quotidiani locali è la data di partenza dei lavori.

Le continue code, il costante intasamento di tangenziale e autostrada sono senza dubbio un problema da affrontare e non più rinviabile. Un problema non solo cittadino, ma anche regionale e nazionale essendo Bologna uno snodo importante della rete autostradale italiana.

Eppure, il progetto e la sua impostazione “strategica” portano in dote più di qualche criticità. Non mi riferisco agli aspetti tecnici, sui quali si è ampiamente discusso (qui il link al sito dedicato: http://www.passantedibologna.it/), e sui quali non voglio tornare in questo breve articolo ma agli obiettivi di fondo del passante ed ai problemi che si è dichiarato di voler risolvere con la sua implementazione.

Cerco di spiegarmi: se l’unico obiettivo del progetto fosse quello di aumentare la capacità di transito di autostrada e tangenziale allora il Passante potrebbe anche rappresentare una soluzione parziale al problema. La ratio è piuttosto semplice: devono passare più mezzi, allargo la strada.

Se gli obiettivi invece fossero quelli di migliorare la viabilità, la sicurezza e i dati relativi l’inquinamento della città allora la soluzione individuata sembra molto meno convincente.

Nel secondo caso infatti, più che di un progetto di allargamento, ci si sarebbe dovuti interrogare su come spostare il trasporto pesante dall’attraversamento della città, in modo da diminuire la congestione di tangenziale e A14, la produzione di polveri sottili e soprattutto migliorare la sicurezza stradale: un problema, mostratosi con tutta la sua gravità il 6 agosto dello scorso anno [2018] quando un’autocisterna che trasportava sostanza infiammabili esplose dopo un tamponamento provocando un morto e 67 feriti oltre ad una voragine nel manto stradale. Un incidente che per pura fortuna (se di fortuna si può parlare in casi come questo) non si trasformò in una vera e propria catastrofe.

Ecco, è piuttosto evidente che il Passante di mezzo peggiora il rischio collegato alla possibilità di tali avvenimenti invece di migliorarlo; così come è piuttosto palese che la decisione di potenziare la capacità di transito di un’autostrada e una tangenziale che attraversano tutta la città produrranno inevitabilmente nel breve e medio termine un peggioramento dei dati relativi la qualità dell’aria di Bologna e delle zone limitrofe (con buona pace dei piani regionali e degli stop al traffico a livello urbano).

Evitare l’attraversamento dell’autostrada in città, oltre a mitigare i rischi appena elencati avrebbe inoltre costretto l’area metropolitana a confrontarsi realmente su come immaginare lo sviluppo dei territori dell’ex provincia nei prossimi 10-20 anni senza scaricare l’esigenza di infrastrutture moderne e sicure alla sola città di Bologna.

Mi rendo conto che non conoscendo tutti i retroscena e le discussioni che hanno portato alle attuali decisioni il mio giudizio possa essere parziale, ma al momento non posso non pensare che il Passante produca più problemi di quelli che risolve.

“E quindi?” Mi si dirà. E quindi spero di sbagliarmi. Spero davvero di sbagliarmi.

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