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“Rude” di nome. Giovane e accogliente nei fatti.

Giovane. Molto giovane. Giovane lo staff. Giovane il concept che sta dietro al “Rude” di via Rialto 10. Giovane e piacevole, accogliente, riposante. D’altronde è tutto il quartiere, quel mini comprensorio formato da via Rialto e via Orfeo (almeno fino all’incrocio con via Degli Angeli/via De’Coltelli) che propone locali davvero interessanti, un piede nel passato ed uno nel futuro, indecisi come sono tra arredamenti vintage e location iper razionali e atmosfere da vecchi circoli anni ’70 e pub da ultimo millennio. Ma, soprattutto, lontani, lontanissimi, dagli standard troppo omologati dei format che sono diventati il palcoscenico principe della movida del centro e dei suoi mercati. O ancora, per semplificare, più Blundstone e DrMartens e meno tacchi 12 o, ancora, più Erasmus e meno futuri avvocati (si generalizza, ovvio, le singole individualità non sono contemplate in questo appena detto).

Unica concessione alle mode del momento, una spiccata attenzione alla mixology servita, però, mantenendo lo stesso spirito informale e comunque coinvolgente che è un po’ la cifra complessiva del “Rude”. Ottima la scelta, per dire, dei cocktails, la loro presentazione, le variazioni offerte. Ed ottima, la preparazione (ne fa fede, ad esempio, quella del Martini Cocktail, che come è universalmente noto costituisce da sempre il vero e proprio banco di prova di qualunque barman o bar tender che dir si voglia). A dimostrazione che, al di là della fuffa che troppo spesso si crede indispensabile per stare dietro un bancone, la serietà e la preparazione sono caratteristiche che pagano sempre. Le piccole preparazioni di food, quelle che possono accompagnare le bevute (a proposito, oltre i molti miscelati, alcuni anche rari e ricercati, le birre , una golden ale, una apa ed una blanche, sono fatte in casa mentre sono presenti una decina di discrete bottiglie di vino tra bianchi, tra cui un’unica bollicina, un  prosecco, e rossi), seguono la stessa linea. Poca scelta, cioè, per una ristorazione veloce che però privilegia sempre la qualità delle materie prime.

In sostanza, ed in un’immagine (che comprende quella del bel dehors su via Rialto, una delle vecchie, storiche, affascinanti, piccole vie del centro storico), un ottimo biglietto da visita, questo “Rude”, per un quartiere da riscoprire, ma con cura e rispetto, e tenersi caro.

 

Stefano Righini

Stefano Righini
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