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1. L’Emilia-Romagna è uno dei luoghi al mondo dove si vive più a lungo: nel 2017 la speranza di vita alla nascita aveva raggiunto 81,4 anni per gli uomini e 85,6 per le donne. Sono valori molto elevati, leggermente superiori a quelli registrati dall’Italia nello stesso anno (80,8 anni per gli uomini e 85,2 per le donne). Si rileva inoltre uno scarto più ampio rispetto alla speranza di vita media dei 28 Paesi dell’Unione Europea: nella nostra regione i maschi vivono oltre tre anni in più degli uomini europei e per le femmine lo scarto positivo è di oltre due anni. Sono risultati molto importanti, che testimoniano la forte presenza e l’alto livello qualitativo dei servizi di natura assistenziale e sanitaria nel nostro territorio. Da segnalare infine che in Emilia-Romagna nel 2018 anche la speranza di vita in buona salute si collocava su valori lievemente superiori a quelli italiani (59,2 anni contro 58,5).
Fonte dei dati: Eurostat/Istat

2. Gli avvenimenti di questi giorni hanno riproposto in maniera drammatica il tema degli incidenti stradali. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile affronta questo grave problema nel Goal 3, dedicato alla salute. L’obiettivo fissato nel 2015 era quello di dimezzare entro il 2020 rispetto al 2010 i decessi e le lesioni da incidenti stradali. Nell’Unione Europea e in Italia sembra ormai impossibile potere conseguire questo risultato: gli ultimi dati relativi al 2018 evidenziano infatti una riduzione dei decessi rispetto al 2010 pari a circa il 20%. Anche nella nostra regione il traguardo sembra lontano: nel 2018 si sono verificati in Emilia-Romagna 16.597 incidenti stradali, che hanno provocato 316 morti e 22.402 feriti. Rispetto al 2010 si registra un calo dei decessi del 21,2% e delle persone ferite del 20%. La tendenza è positiva, ma i progressi sono ancora troppo limitati e soggetti a forti oscillazioni annuali. Bisogna quindi intensificare l’impegno per prevenire comportamenti sbagliati di chi guida e tutelare maggiormente gli utenti deboli della strada (ciclisti e pedoni, con una particolare attenzione alle persone in età più avanzata).
Fonte dei dati: Eurostat/Istat

3. La salute viene indicata dai cittadini come uno dei fattori decisivi per la qualità della vita. Nel Rapporto sul benessere equo e sostenibile presentato nel dicembre 2019 l’Istat dedica ampio spazio a questo tema, analizzando anche alcuni comportamenti potenzialmente nocivi. Vediamo come si colloca l’Emilia-Romagna quando si parla di fumo, alcol, sedentarietà ed alimentazione.
Sul fumo il dato regionale è migliore della media nazionale: nel nostro territorio nella popolazione in età superiore a 13 anni la quota di fumatori era pari nel 2018 al 17,7% (19,4% in Italia).
Più critica la situazione dell’Emilia-Romagna quando si indagano i comportamenti a rischio nel consumo di alcol: nella nostra regione la quota di persone in età superiore a 13 anni coinvolta in questo rischio nel 2018 era pari al 19,6% (16,7% in Italia).
Relativamente alla sedentarietà la posizione regionale è invece buona: nel 2018 fra le persone in età superiore a 13 anni la quota di chi non praticava alcuna attività fisica era pari al 26,2% (35,7% in Italia).
I nostri concittadini erano più virtuosi anche nei comportamenti alimentari: nel 2018 in Emilia-Romagna le persone di 3 anni e più che consumavano quotidianamente almeno 4 porzioni di frutta e/o verdura erano il 22,9% del totale, contro una media nazionale del 19,6%.
Fonte dei dati: Istat

OBIETTIVO AGENDA 2030 ONU:

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