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Sbando, Stappo, Sposto, Sforno

Potrebbe sembrare una filastrocca per bambini, di quelle che ci insegnavano quando i tempi erano diversi e i bambini passavano più tempo coi genitori (e i nonni) e meno davanti lo schermo di un tablet, ed invece tutte quelle esse iniziali sono il segno distintivo delle nuove attività di Fabio Giavedoni (curatore della guida SlowWine per SlowFood, autore di vari testi sul vino, titolare, quando ancora chi investiva nel settore poteva tranquillamente essere additato come un innovatore un po’ utopista, di locali che hanno fatto la storia, piccola d’accordo, del buon bere a Bologna: la Cava a Montedonato, l’Antica Cantina Tre Frecce di Corte Isolani). E se “Sbando”, una realtà attiva e conosciuta già da un anno in Bolognina, e più precisamente all’interno di quella fucina di nuove sperimentazioni che è il mercato di via Albani (ne abbiamo parlato nel dicembre dell’anno scorso: http://iltiromagazine.it/sbando-bere-e-mangiare-bene-nel-cuore-della-bolognina/), rappresenta ormai il passato nella dinamicità irrequieta e visionaria di Fabio, “Stappo” e “Sposto” costituiscono l’oggi, il presente, la novità di questi giorni mentre “Sforno” potrebbe essere il futuro (immediato o meno ancor non è dato sapere, dipenderà da congiunture che travalicano la volontà e le capacità imprenditoriali del nostro).

“Stappo”, quindi, e subito dopo “Sposto”. Il primo, “Stappo”, appunto, che, nato come luogo di vino in viale Oriani 19/A, è diventato ora un negozio vero e proprio aperto a tutti; un negozio dove trovare (diciamolo subito e senza voler scavalcare quanto offerto da altre realtà simili, simili ma non uguali) vini, competenze e professionalità difficilmente reperibili altrove. Un negozio, però, che mutuando l’idea primigenia del luogo rimane anche il contenitore ideale per serate di degustazione e corsi, degustazioni e corsi riservati agli Amici di Stappo. Ma come si diventa, per l’appunto, Amici di Stappo?  Nulla di più semplice: basta iscriversi all’Associazione Dalla Terra in su, iscrizione che permetterà la partecipazione alle numerose e prelibate degustazioni pensate e strutturate non solo come momento didattico tout court ma soprattutto ideate per consentire quanto più possibile agli appassionati di avvicinare bottiglie spesso altrimenti inaffrontabili offrendo altresì un ventaglio di proposte il più esaustivo possibile. Per dire, i prossimi incontri, quelli di dicembre (tutte le serate, che inizieranno invariabilmente alle 20,30 e saranno accompagnate da assaggi di salumi e formaggi, possono essere prenotate allo 3299079184) prevedono Martedì 4, per la serie “10 vini per raccontare”, il Grenache in Italia e nel mondo” (un percorso in cui, per conoscere il non troppo frequentato vitigno e a sottolinearne l’excursus che va dalla valle del Rodano al Priorat, dalla Catalogna alla Sardegna dove per tutti è Canonau, saranno proposte bottiglie provenienti dai più conosciuti territori francesi, spagnoli, australiani, californiani ed, infine, italiani: Sardegna, naturalmente, e poi i colli Berici, le rive del Trasimeno e le colline del Piceno) mentre Mercoledì 12 dicembre, sempre sarà la volta del Riesling, un vitigno considerato tra i più nobili del pianeta e che prevede una sorta di percorso obbligato tra i vini austriaci di Kamptla, quelli alsaziant e tedescht della Mosella e del Pfalz e gli italiani espressione della Val Venosta, della Valle d’Isarco, trentini,  piemontesi e dell’Oltrepò pavese ed infine Mercoledì 19, già sold-out, sarà offerta una verticale di 5 vini epocali di Emidio Pepe: saranno infatti presentate le annate 1975, 1985, 1995, 2005 e 2015 del Montepulciano d’Abruzzo del grande, geniale e precorritore vinaio.

A fianco a “Stappo”, però (davvero a fianco e tra poco saprete perché) un’altra novità, sugosa e divertente, accompagnerà ed allieterà le serate dei tanti amanti ed appassionati del buon vino, del buon bere, del buon vecchio tirar tardi.

Il food truck SPOSTO

Sto parlando di “Sposto”, il food truck che Fabio ha acquistato ed allestito insieme a Giulia Guandalini e che staziona, per ora in attesa della definizione di una programmazione e di un calendario di eventi e spostamenti, proprio davanti a “Stappo” proponendo (per ora, l’inverno imminente ed in attesa della bella stagione, solamente il venerdì) un aperitivo o una piccola cena coniugando la somministrazione di vini friulani ai cibi tipici di quel territorio come la zuppa di orzo e fagioli o il frico con polenta o gli immancabili salumi di Sauris e il formaggio Montasio. Il clou, sovvertendo la regola non scritta del venerdì, sarà il 20, 21 e 22 dicembre quando saranno proposti tortellini e bolliti serviti alla maniera dei Buffet triestini.

Il consiglio, quindi, è quello di ricordare, nelle sere fredde che ci attendono, di provare una visita a questo luogo che saprà riscaldare facendo riscoprire al contempo una convivialità antica.

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