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Se queste sono donne…

Ho letto su un quotidiano nazionale che le donne del PD si stanno lamentando del fatto che il loro partito non le considera. Le primarie che si stanno delineando sono primarie fra uomini. La cabina di regia proposta da Delrio non prevede figure femminili…del resto le modalità di formazione delle liste alle ultime politiche erano di fatto un ritorno degli uomini a riprendersi posti che in un passato di vacche grasse potevano anche lasciare alle donne. Quando il gioco si fa duro…tutto vero.

Quello però che indispone, e non poco, è trovare fra le arrabbiate del PD donne alle quali andava benissimo tutto quello che succedeva dentro al loro partito, fino a quando i posti non sono calati e si sono accorte, ahimè, che le prime a lasciarci le penne sarebbero state loro.

Quello che manca, care ragazze è la politica. Manca al PD e manca anche a voi. Abbandonate la battaglia per rosicchiare ancora qualche posticino per voi e mettetevi in gioco facendo delle battaglie politiche per le donne di questo paese. Ce n’è da fare, non trovate? Andate a vedere cosa fanno in Italia le giovani donne, come se la cavano, quali problemi incontrano, che razza di futuro le stanno cucinando.

Molte ragazze si rendono conto di non essere come i ragazzi quando escono dalla scuola o dall’Università e capiscono che per loro trovare un lavoro è più difficile e se lo trovano devono accontentarsi di stare sotto a un maschio che magari è meno preparato, o meno bravo, ma è sicuramente preferito dal management. Oppure se ne accorgono quando iniziano a volere un figlio. Fatti due conti, con il sistema di sostegno alla natalità e di welfare complessivo in Italia, aggiunto al pericolo di perdere il posto di lavoro non appena scoperta la gravidanza…. Meglio aspettare, se non rinunciare, almeno per il momento.

Non parliamo poi di violenza famigliare, stalking e così via. Viene voglia di scappare, viene voglia di andare lontano da questo paese in cui addirittura tornano discorsi contro i diritti delle donne che non si sentivamo da anni. Un futuro terribile! State dalla loro parte e forse, dico forse, fra qualche anno potrete chiedere a testa alta di rappresentarle queste donne. Però, questa minestra, cari miei non si è iniziata a cucinare da oggi.

Non è tutta colpa, improvvisamente, del Salvini di turno. Il terreno era già stato reso fertile per i vari Pillon. La 194 era una legge già ampiamente disapplicata nel nostro paese, da anni. Le politiche di aiuto alla natalità, come per esempio la costruzione di nidi e scuole materne in tante parti del paese a prezzi non inaccessibili non sono mai stati veramente una priorità se non in poche aree del paese come la nostra Regione (e anche qui, insomma, si inizia a faticare). Così come politiche specifiche per superare il gap salariale, per garantire di fatto e non di nome la non discriminazione nell’accesso al lavoro perché donna in età fertile ecc….

Queste sarebbero politiche almeno di medio termine, presuppongono una idea di futuro, una strategia politica, politici (donne e uomini) disponibili a giocare una partita perché è giusta e non perché di lì a poco ci sono le elezioni e bisogna in qualche modo tirar su voti.

Le donne del dopoguerra avevano capito che poche cose potevano salvarle: l’indipendenza economica, la possibilità di scegliere se avere un figlio, l’accesso all’istruzione e l’accesso ai servizi per poter avere insieme famiglia e lavoro. Anche un cambio di cultura, certo. La divisione equa del carico famigliare e così via, ma prima di tutto politiche attive, vere e non solo annunciate, che cambiano davvero le condizioni di vita.

Beh, passi avanti ne sono stati fatti, ma la sinistra di questo paese – come si diceva una volta – ha perso su questi temi la sua spinta propulsiva da tanto, tanto tempo. Credo che ci siano responsabilità grandi, da parte dei politici di sinistra, uomini e donne. Anche perché non è così in tutta Europa, dobbiamo saperlo.

Chiediamoci perché la CDU tedesca è stata guidata da decenni da una donna, Angela Merkel, che è anche Cancelliere. Fra l’altro è stata appena sostituita alla direzione del suo partito da un’altra donna Annegret Kramp-Karrenbauer, la quale dopo una battaglia molto dura ha battuto Friedrich Merz, che rappresentava l’ala più conservatrice del partito. Il partito socialdemocratico tedesco ha nominato nel 2018 la prima presidente donna nella sua storia, Andrea Nahles. Theresa May, come tutti sappiamo, è il Primo ministro in Gran Bretagna. Katrín Jakobsdóttir, classe 1976, è primo ministro islandese dal 30 novembre del 2017. Kersti Kaljulaid, classe 1969, è presidente della Repubblica estone dal 2016. Erna Solberg dal 2013 è primo ministro della Norvegia. Dalia Grybauskaitė  è presidente della Lituania dal 2009. Viorica Dancila è la prima donna ad essere stata eletta come Primo Ministro in Romania. Il suo insediamento è avvenuto il 29 gennaio del 2018. Kolinda Grabar-Kitarović è la prima donna ad essere stata eletta presidente donna della Croazia, la più giovane nella storia del paese.

Si tratta spesso di donne conservatrici, è vero. Ma questa è, se possible, una aggravante. Ecco, una bella battaglia politica per i diritti delle donne, questa potrebbe essere un suggerimento per le donne del PD e per il PD tutto, ma una battaglia vera, che non si accontenti di qualche eletta in più alle prossime elezioni.

Trovereste sulla vostra strada tante donne che in questi anni si sono impegnate in movimenti spontanei ed altre che si stanno impegnando ora. Trovereste anche tanti uomini che, grazie a dio, in questi ultimi decenni sono davvero cambiati. Forse dovreste lasciare loro un po’ di spazio, forse saranno loro a dover rappresentare le altre e gli altri…Siete disponibili a questo? Forse allora ci sarà un futuro.

Vartolina

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