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Spiaggia libera

Spiaggia libera. Quest’anno va così. Bisogna mantenere le distanze. I bagni, quelli con i lettini, sono affollati. Per cui, dopo una discussione per niente democratica in famiglia, dove non ho quasi diritto di parola, si decide che il mare si può fare ma solo in sicurezza. Ti armi di ombrellone, sedie e vaghi alla ricerca, nella spiaggia libera, di una porzione di sabbia tutta per te, ovviamente a debita distanza da tutti. Poi incomincia l’opera, manco fosse lo stretto di Messina, di innalzare l’ombrellone. Una sudataccia. Esausto corri verso il mare, non vedi l’ora di buttarti dentro l’acqua e di fare una nuotata alla Montalbano. Prima, però, dai uno sguardo al tuo ombrellone. Lo vedi è l’unico storto, sai che basta un lievissimo colpo di vento e cadrà inesorabilmente per terra. A quel punto non ti rimane che sperare che la scienza trionfi trovando un vaccino sicuro ed efficace.

Ugo Rau

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