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Sui colli bolognesi

“… ma quanto è bello andare in giro per i colli bolognesi, se hai una Vespa Special che ti toglie i problemi …”

Così cantava Cesare Cremonini, con i Lunapop, qualche anno fa. Non facendo altro che riprendere una consuetudine sempre esistita (per dire, a inizio ’70 abitavo a Perugia ma quando in primavera o estate tornavo a Bologna a trovare i parenti, mio cugino mi portava sempre in moto, un’HondaFour750, noblesse oblige, a fare un giro sui colli fino all’Ideal o in Capannina). Adesso, dopo i fasti degli anni ’90 (La Cava, Cavaioni, La Collina Degli Occhi Dolci, ecc…) e l’inevitabile declino, la piacevole consuetudine dei locali collinari sembra aver ripreso la sua centralità nel nightclubbing di queste, afose, sere estive. E così, memori del consiglio di un paio di settimane fa, quando parlammo della Collina Delle Meraviglie di Giulia Guandalini e Fabio Giavedoni di via di Sabbiuno 6, proprio di fianco alla vecchia e per ora dismessa Lumiera, vogliamo indicare un paio di altre location di grande fascino che potrete trovare lungo la strada (ottime alternative se la Collina dovesse essere piena, come, a testimoniarne il successo dovuto agli incantevoli tramonti, alla stuzzicante cucina ed agli ottimi vini che offre, spesso capita).

Se salite da SanMamolo, infatti, troverete, in via dei Colli 39 (per capirci, subito dopo il bivio per Gaibola) proprio dove fino a qualche anno fa sorgeva un ristorante gestito da Ercolino, una delle figure mito dei biassanot di allora, “Lo Spaccio Belfiore”  (aperto dal mercoledì al venerdì dalle 18 alle 22 e il sabato e la domenica dalle 12 alle 21.30) che, in parziale contraddizione con il nome, non è solo o solamente una rivendita di prodotti locali che arrivano direttamente dalla decina di ettari circostanti che ospitano l’orto, i vigneti, un frutteto, i campi di grano e l’aia e gli stalli per le galline e i maiali, ma consente anche  di consumarli in loco profittando del moderno ed accogliente spazio interno o dell’ombreggiato dehor. Birra artigianale, Sangiovese e Albana, streghe, tigelle, piadine, focaccia e crescente, taglieri di salumi e formaggi, marmellate e friggione. Questo è ciò che si può gustare godendo della vista impagabile del tramonto sulle colline e SanLuca.

Il secondo indirizzo di questo ideale itinerario collinare, è forse quello che offre la vista e l’ambientazione più bella e suggestiva tra tutte quelle che si possono trovare, appunto, sui colli. Parlo del “Fienile Fluò” (un luogo dalle molte vite passate) in via di Paderno 9 (superato LoSpaccio e fatte poche centinaia di metri, sulla sinistra c’è il bivio in discesa per Paderno: prendetelo e dopo qualche tornante troverete, sulla destra la vostra meta e sulla sinistra il comodo, anche se piccolo, parcheggio). Arrivare di sera, parcheggiare nel silenzio della campagna deserta, attraversare l’aia accogliente di fianco alla bella e grande casa colonica che funge anche da B&B e prendere posto in uno dei tavolini a picco sui calanchi (evitando la banale sistemazione sotto la grande tettoia che non consente la vista davvero mozzafiato) circondati dalle luci calde delle lampadine nascoste tra gli alberi e l’erba e, se in stagione, quella tremolante delle lucciole, non ha davvero prezzo.

Prezzo che però pagherete, e salato, al momento delle consumazioni. Già il servizio, improvvisato e sufficiente (nel senso di espletato con sufficienza, quasi che il cliente fosse un fastidio e non una benedizione per chi, di mestiere, fa il ristoratore), ma poi la cucina: pretenziosa ma dozzinale (spiace davvero dirlo perché si critica il lavoro di chi di quel lavoro ci vive, ma il polletto mangiato l’ultima volta, e che uno si aspetterebbe giustamente croccante e saporito, era una cosa riscaldata che sembrava lessata e in cui a fatica si riconosceva la carne dalla pelle sia come colori sia come sapori).

Intendiamoci: fermandosi ad un tagliere con tigelle (caro ma nella norma) e sapendo scandagliare la confusa carta dei vini, una visita Il Fienile (ripeto, è davvero la vista più bella che i colli possono offrire) la merita. Gli orari, indicativi, sono per l’aperitivo dalle 18,30/19,00 in poi e successivamente la cena (il giorno, o i giorni, di chiusura non possiamo, perché non hanno saputo dirceli, indicarveli).

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