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Tragedie familiari

E’ successo a Margno, vicino Lecco. Poteva succedere in qualsiasi altra parte del mondo. Può accadere nuovamente.

Mi domando , se si possa non considerare solo un fatto di cronaca nera, l’uccisione dei due fratellini di 12 anni. Vittime dell’egoismo, della follia, della solitudine e delle scelte “dei grandi”.

Il tutto non si esaurisce nell’atto criminoso minuziosamente descritto, c’è un prima e c’è un dopo.

Il prima parla di cura, guida alla separazione, gestione della rabbia, mediazione sociale e familiare, per garantire il diritto, per chi lo vuole, a interrompere una relazione pur mantenendo alta l’attenzione per i figli, che rimangono un bene prezioso ed inviolabile.

Il dopo, è il sostegno, l’accompagnamento, il sentirsi parte di una comunità, per chi ha visto la propria vita cambiare radicalmente ed in questo caso drammaticamente.

Occorrerebbero centri pubblici specializzati e multi servizi. In un sol luogo tutte le informazioni necessarie, sociali, legali, sanitarie, per affrontare una fase complessa della propria vita e per non farlo da soli. L’alternativa è continuare a far finta di stupirci. Assuefarci all’accaduto e passare alle successive tragedie familiari.

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