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Tremule considerazioni sulla Brexit

Londra, venerdì 29 marzo.

Oggi “era il giorno” in cui doveva scattare la Brexit.

In realtà’ si incomincia ad intravedere la fine dell’inizio del processo, anche se nessuno sa dire come andrà’ a finire.

Il Parlamento ed i partiti sono divisi, così come il governo.

Riflettono  le varie divisioni che attraversano il popolo inglese, anche se in proporzioni non dirette.

Ci sono i Remainer che trovano spazio politico nel Labour , anche se Corbin si è tenuto alla larga da loro fino all’ultimo, tanto da provocare l’uscita dal partito di un drappello di deputati (nella migliore tradizione della sinistra). Essi hanno fatto una manifestazione di un milione di persone una settimana fa e raccolto oltre 4 milioni di firme per un secondo referendum in poco tempo.

La posizione ufficiale del Labour rimane per il  ‘Leave’, una Brexit soft con il mantenimento della unione doganale ( che tra l’altro risolverebbe il problema del confine tra le due Irlande).

Proposta che e’ favorita da imprenditori e ceti urbani è la più realistica tra le varie opzioni soft Brexit.

Poi c’e’ la posizione prevista dall’accordo raggiunto dalla May: molte più mani libere per l’UK, ma solo una volta trovata una soluzione al problema del confine tra le 2 Irlande: fino a quando tale soluzione non si troverà resterà tutto come ora; per cui hard brexiter (quelli del no deal) ed i protestanti nordirlandesi si sono opposti.

Poi ci sono gli hard brexiter (tra 50 ed 80 deputati Tory) che vogliono una uscita dai vincoli imposti da qualsiasi accordo con la UE.

Costoro sono quelli che più hanno cambiato opinione (radicalizzandola) dopo il voto del referendum.

I leavers infatti non avevano mai ipotizzato una Hard Brexit, perfino Boris Johnson durante la campagna per il Leave aveva assicurato la Business Community che ci sarebbe stata una uscita ordinata e favorita da accordi.

La loro posizione forte era legata ai “70/80 milioni in più a settimana” che ci sarebbero stati per la sanità.

Oggi la loro posizione è radicalmente mutata: meglio poveri ma liberi!

Sondaggi recenti dicono che almeno il 70 % dei Leavers sono  su posizioni No-Deal .

Tendenza favorita anche dalla May e dai Media che hanno accusato il Parlamento di inefficienza , incapacità’ ecc. Il meglio del repertorio dell’antipolitica naturalmente.

Quindi riassumendo:

  • A) il Secondo referendum: per ora  non si farà’ poiché’ non ci sono i numeri in parlamento. Inoltre il quesito da porre sarebbe alquanto dubbio: volete uscire dalla UE forse vincerebbe di nuovo (questo dicono alcuni sondaggi) ma anche l’interrogativo “Volete un confine ‘duro’ tra le due Irlande?” verrebbe battuto sonoramente . Eppure i 2 quesiti coincidono.
  • B ) La SoftBrexit richiede che Lunedì un gruppo nutrito di deputati Conservatori votino con i Laburisti. Costoro uscirebbero sconfitti nelle prossime probabili elezioni politiche visto l’orientamento dell’elettorato Leaver.
  • C ) Exit tramite No-Deal. Sconfitti da una mozione in Parlamento ma con residue speranze legate al fatto che la revoca dell art 50 ( uscita dall ‘UE ) deve essere richiesta dal Governo. Ma i ministri Soft Brexit si sono dimessi per potere votare contro il governo, mentre i ministri leavers sono rimasti nel Governo. Sperano quindi in un no-deal per mancanza di alternative praticabili (il governo non sarebbe in grado di ratificare lo stop alla Brexit e l’uscita no-deal sarebbe automatica)
  • D) Elezioni anticipate (magari in coincidenza con le Europee): molto improbabili ma richieste da molti. L’UK a differenza degli altri paesi Europei aveva visto un rafforzamento del Bipolarismo con i 2 Partiti tradizionali quasi appaiati che insieme avevano totalizzato oltre l’80% del risultato. In realta’ il Labour aveva “sfondato” a Londra e nelle aree Urbane, mentre i Conservatori avevano fatto il Pieno nelle ex zone rosse (Inghilterra del Nord) Oggi le Elezioni farebbero paura ai Laburisti, un po’ in crisi per lo scarso sostegno dato da Corbin al secondo Referendum. Tra i giovani e nelle aree Urbane sta perdendo appeal. Corbin  è molto sensibile alle posizioni “leghiste” degli ex operai delle ex roccaforti labour). Nonostante le acrobazie di Corbin tuttavia il Labour non riconquisterebbe quelle contee.Le periferie sono toste e preferiscono mandare in Parlamento quelli che la pensano come loro. Le Elezioni sono temute anche  dai Conservatori che si presenterebbero come un Partito diviso e prigioniero dell’ala più’ intransigente dei Brexiters. Ed anche se dovessero vincere lo farebbero con una compagine di deputati molto rinnovata ( opzione questa non ben vista dagli uscenti) I liberali ( ricordate l’europeista Clegg ?) riguadagnerebbero  seggi togliendoli ai laburisti nelle aree urbane
  • E ) Ultima mossa del Cavallo : ms May  fa passare una posizione soft Brexit tramite una convergenza non-ufficiale lunedì. Un voto che vedrebbe accomunati  i sostenitori pro Ue Conservatori ed i Laburisti, per poi, in una seguente sessione parlamentare, mettere ai voti un ‘Contest’ tra il suo piano (bocciato 3 volte) e la nuova proposta soft-Brexit , nella speranza in tal modo di mettere alle strette i più acerrimi sostenitori del  No-Deal . In questo caso dovrebbero scegliere il minore dei mali (a loro giudizio). In fondo basta che una ventina di deputati “ci ripensino”. Riunificherebbe il partito ed uscirebbe alla grande di fronte all’opinione Pubblica.

In definitiva siamo ancora agli inizi e gli inglesi continuano ad affollare i pub (vedi foto sotto).

Inoltre oggi ci sara’ Liverpool -Tottenham (vedi Classifica Premier).

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