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Trovate un po’ tempo per “Mangiare sulla 117°”

Ė sempre bello quando un vecchio amico torna, dopo lunga assenza, in circolazione così da poterlo incontrare di nuovo per chiacchierarci insieme magari ricordando il tempo che fu. Quando poi la persona in questione è uno dei grandi barman, uno di quelli della vecchia scuola, quella dei Franco Di Pancrazio, dei Michele Doria, dei Celestino Salmi, degli Antonio Pitucci (ma barman forse è riduttivo, patron sarebbe termine più indicato per ciascuno di loro, professionisti che hanno fatto dell’accoglienza, della cortesia, della gentilezza e della discrezione il proprio biglietto da visita) di Bologna, il piacere è ancora maggiore. Sto parlando di Franco “Frenc” Buresta che, dopo un lungo, lungo periodo, torna ad allietare i suoi tanti aficionados in un locale nuovo di zecca, un po’ fuori mano per chi è abituato alla movida centraiola, ma che ha una sua giustificazione avendo preso il posto di una storica pasticceria della zona (stiamo parlando di Toscana/SanRuffillo). Il nuovo locale si chiama “Mangiare sulla 117^” e si trova ca va sans dire al numero 117 di via Toscana. Per intenderci, all’incrocio con via dell’Angelo Custode e davanti a quello che fu il glorioso “Cafè Praga”.

Chi conosce Franco (anzi, Frenc come lui stesso preferisce essere chiamato), non si stupirà della quantità e qualità degli apetizer né dell’accoglienza sempre amichevole, della scelta qualitativamente discreta dei vini proposti o della inappuntabilità dei miscelati. E chi non lo conosce, pur restando inizialmente sorpreso, non potrà che apprezzare il trattamento ricevuto. Perché questo è Frenc al meglio della sua ospitalità. Soprattutto come in questo caso, quando la sua fantasia e disponibilità possono contare su di una cucina dedicata e su uno chef (sia perdonato il termine, ma cuoco ormai sembra non si possa più usare) a disposizione. Quantità, quindi, mai disgiunta naturalmente da una qualità che risente di anni di esperienza e di professione.

Certo, sono lontani i tempi gloriosi e fiammeggianti del “Vertigo” o del “Cabala” (giusto per citare due tra le innumeri avventure inventate, iniziate, portate avanti tra problemi e successi e poi terminate per logica consunzione, dal nostro vulcanico amico). Ma questo “Mangiare sulla 117^”, se vi fidate, ha tutte le stimmate per proporsi come un piccolo, discreto, appartato futuro punto di riferimento per i pochi, rimasti, nostalgici biassanot. Bon appétit.

 

Stefano Righini
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