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Una cadillac rosso fuoco

“… Avevo una scrivania più piccola e una sedia più scomoda. Alzando gli occhi lo vedevo tossire col suo sigaro e lo sentivo rantolare e cigolare sulla sua sedia girevole. L’ufficio puzzava come un deposito di tabacco dato alle fiamme. Quanto a me, io non fumo. Brutto vizio. Il fumo fa tossire, buca i vestiti, e finisci per puzzare proprio come questo posto. Le donne che fumano, poi, non le sopporto. Non mi piace baciare una che sa di posacenere o di tabacco masticato …”.

Ci sono già stati commessi viaggiatori, postini, piccoli spacciatori, rivenditori di auto usate con una vita da schifo e ci sono già state donne con un mariti violenti, bevitori, vecchi o potenti (ma sempre più dark che desperate).

Abbiamo già visto “La fiamma del peccato”, “Il postino suona sempre due volte”, “Brivido Caldo”, “Palmetto”, “U turn”.

Abbiamo già amato, odiato, compreso John Garfield e Lana Turner (ma anche Jessica e Jack, of course), Fred McMurray e Barbara Stanwick, Kathleen Turner e William Hurt, Elisabeth Shue e Woody Harrelson o Jennifer Lopez e Sean Penn.

E abbiamo già letto Raymond Chandler, Dashiell Hammett o James M.Cain. Adesso c’è Joe R.Lansdale, adesso c’è “Una cadillac rosso fuoco”.

Che bisogna leggere.

Perché è cinema allo stato puro. Perché è noir all’ennesima potenza. Perché è Lansdale al 100%.

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