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Un’ascesa sul Sinai… bolognese

Di ritorno dalla Infausta crociata di Damietta (1221) un gruppo di cavalieri bolognesi edificarono, come ex voto, un Oratorio dedicato a Santa Caterina d’Alessandria sulla sommità di Montovolo, un monte di 962 metri di altezza nel territorio dell’attuale comune di Grizzana Morandi, a fianco di un’altra, più antica, costruzione sacra dedicata, in anni recenti, alla Beata Vergine della Consolazione, per molti secoli luogo di culto e devozione popolare, santuario diocesano.  Sicché Montovolo divenne il Sinai dei bolognesi. D’altra parte le basiliche bolognesi di Santo Stefano e San Giovanni in Monte erano considerate la trasposizione locale della Santa Gerusalemme e del Santo Sepolcro. Il Sinai di Montovolo è un’ottima meta per una escursione ciclistica: panorami mozzafiato, borghi medioevali intonsi, strade deserte, natura e silenzio. A Riola di Vergato si prende la strada per Suviana. Dopo un chilometro si gira a sinistra direzione Campolo. 

Salendo si può osservare l’incanto della Rocchetta Mattei ed alcune ville realizzate nel medesimo stile “eclettico” del castello. Sulla strada per Campolo non si può non fare visita al borgo medioevale della Scola, antico avamposto militare ai confini tra l’Esarcato e la Longobardia pistoiese, edificato nelle attuali forme tra il 1300 e il 1500, uno dei meglio conservati dell’intero Appennino. 

Più su, la piazzetta di Campolo è presidiata dalla statua dello “scalpellino” a testimonianza dell’antica vocazione del luogo alla lavorazione della pietra. Nella zona di Montovolo e Monte Vigese fin dal medioevo esistevano cave di pietra arenaria usata per realizzazioni artistiche e monoblocchi imponenti.

Alla sommità del Montovolo si viene accolti da una foresteria, accessibile previa prenotazione, e subito dopo dal santuario della Beata Vergine della Consolazione, dove lo sguardo è immediatamente attratto dalla lunetta sul portone che reca la scritta: A. D. MCCXI R. O. I. P. vale a dire “Anno domini 1211 Regnante Othone ImPeratore”. 

Un po’ più in alto l’Oratorio di Santa Caterina e poi l’incredibile e amplissimo panorama  mozzafiato sulle vallate sottostanti.

 Lì vicino un cippo ricorda i 12 ragazzi dell’istituto Salvemini uccisi dall’aereo militare il 6 dicembre 1990. 

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Le strade del ritorno propongono diverse alternative. 

L’itinerario a ritroso o, molto più affascinante, all’ingresso di Campolo alto, la prima strada a sinistra, la via degli Sterpi, che attraverso alcuni piccoli borghi incantati porta alla provinciale per Vigo, altro borgo delizioso, da dove si può proseguire per Camugnano e Riola o scendere direttamente a Ponte di Verzuno verso Riola per le pendici del “Sasso di Vigo”, rilievo di interesse geologico facilmente riconoscibile per la mancanza di vegetazione e per la caratteristica base a forma arcuata. 

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