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Il locale è lungo e stretto. Però non pensatelo buio e inospitale. Al contrario, la grande vetrina che da su Santo Stefano (perché infatti “Vino al Vino”, questa piccola, elegante enclave di buon gusto si trova al 77 di via SantoStefano, proprio di fronte alla “Cremeria SantoStefano” di cui abbiamo diffusamente parlato ad inizio estate) regala luce e piacevoli contrasti di chiaro scuro che contribuiscono al carattere del luogo.

Elegante, dicevamo, ed infatti questo “Vino al Vino” (che offre apéritif lunch & dinner come recita il grande biglietto da visita) rispecchia in pieno la proprietaria Carla, la cui  discreta presenza, al contempo premurosa e defilata, garantisce privacy e coccole.

La location (che brutta, ma purtroppo indispensabile parola), lungi dai lustrini,dagli ammiccamenti, dal falso chic a buon mercato dei tanti posti falsi che inaugurano compulsivamente nel centro (del nuovo “Dolce & Salato” che ha appena colonizzato gli spazi che furono di “Colazione da Bianca” parleremo prestissimo) dona sensazioni e rimandi che possono portare il frequentatore più sensibile a sentirsi parte di un viaggio che va dal bistrot parigino della prima periferia elegante alle segrete stanze di un riyād inaspettato, dalla contemporaneità urbana di una grande metropoli all’understatement della tranquilla e discreta provincia emiliana. Ma non, attenzione, per mancanza di carattere o indecisione di stile. Tutt’altro. Perché in questo locale perfettamente adattato alle esigenze di una clientela non chiassosa ed estemporanea, si troverà a proprio agio soprattutto la clientela femminile, senza che questo in alcun modo lo renda meno accattivante a quella maschile (non è raro, infatti, imbattersi in discrete tavolate di giovani signore bon ton, siamo o non siamo, d’altronde, nella raffinata Santo Stefano culla della signorilità cittadina, e a piccoli gruppi di allegre studentesse) tutto sembra studiato e apparecchiato per conciliare le chiacchiere e l’intimità, il low profile e la rilassatezza. Merito, si diceva, delle scelte e della propensione di madame Carla, la cui competente attenzione si rivelerà come il vero perno portante di questo Vino al quadrato.

Il veloce menù ricalca in gran parte quello di analoghe esperienze e la cantina offre una non sterminata, ma studiata, scelta di etichette anche di pregio, privilegiando comunque, in qualche modo, le realtà dei nostri colli.

Non aspettatevi, quindi, sorprese o meraviglie culinarie. Quello che vi aspetterà è classe, raffinatezza, tranquillità. Offerte, ne converrete, ben più difficili del cibo a tutti costi così facile, invece, da trovare altrove.

Stefano Righini

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